La nostra vita nelle mani di una politica irresponsabile

24 Set

Laura Cima

Fino a quando tollereremo?
Nella giornata di ieri abbiamo misurato a che punto di degrado sono arrivate le nostre istituzioni.
Si doveva parlare di violenza alle donne e approvare una mozione che sollecitava l’ITALIA A RATIFICARE LA CONVENZIONE DI ISTAMBUL.
Già appare a noi cittadine vergognoso, che con femminicidi ogni giorno, governo, parlamento, presidente della Repubblica, non avessero ancora provveduto a farlo o a pretendere che si facesse. Già ci spiace che sia stata necessaria la mozione presentata dalla Senatrice Carloni, che ringraziamo.
Ma che per la prima volta nella storia, si sia dovuto sospendere la seduta perchè non c’era nessuno a presenziarla e Presidente e vicepresidenti fossero in altre faccende affaccendati, nonostate l’eccessiva remunerazione giornaliera che percepiscono e che prelevano dalle tasche di cittadine e cittadini, è il colmo.
Simbolicamente è chiaro quanto interessino alle istituzioni del nostro Stato le violenze che subiamo.
Politicamente è altrettanto chiaro che non possiamo più lasciare le nostre vite nelle mani dell’attuale classe dirigente. Ieri toccava a Rosi Mauro la vicepresidenza pare. Alcune donne l’avevano difesa quando se ne erano richieste le dimissioni come capro espiatorio delle malefatte leghiste. Scompriamo che si trattava in realtà di dimissioni fasulle. Naturalmente non dal Senato, com qualcuna avrà pensato, ma neppure dal ruolo che ne fa una delle più alte cariche della Repubbliac. E’ sempre lì. Come, nonostate minacce e grida , rimarrà lì Polverini.
Donne che io non ritengo degne di rappresentarci. Perchè quando mando donne nelle istituzioni con il mio voto pretendo: primo che svolgano diligentemente e con autorevolezza il ruolo che ricoprono, secondo, che stiano con gli occhi aperti e vigilino su come si spende il denaro pubblico, soprattutto in una fase in cui la maggioranza di cittadine e cittadini sono vessati da tasse altissime, hanno perso o rischiano il lavoro e faticano a tirare avanti. Poi pretendo naturalmente che promuovano i diritti delle donne, contrastino i femminicidi e le violenze e portino avanti obiettivi che ci aiutano.
Da decenni non voto quasi più uomini e lo faccio solo quando sono costretta per mancanza di alternative.
Voto donne e qualche uomo che siano laici, ecologisti e onesti. Ora, donne e uomini, ecologisti, laici ed onesti, bisogna riconoscere che ce ne sono rimasti pochi in queste istituzioni degradate del nostro Stato. Proprio per questo i pochi rimasti non possono passare sotto silenzio questo andazzo e mi aspetto di leggere interrogazioni, odg e dichiarazioni durissime, possibilmente fatte ante e non post, su ciò che è successo al Senato, nella Regione Lazio e in quella Lombardia e ovunque, per ora solo la magistatura fa luce.
Altrimenti, che ci stanno a fare?

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