Donne, femminismo, guerra

5 Ott

Patricia Tough, Donne in Nero

Mi sarebbe piaciuto molto partecipare all’iniziativa di Paestum  ma ci sono molti e svariati impedimenti che non me lo permettono  mentre non mi sfugge l’importanza di questo evento che avete organizzato con intelligenza e consapevolezza.
Al momento la questione che più mi interessa mettere in evidenza è il fatto che il movimento delle donne e il femminismo in generale  si occupano troppo poco della/e guerra/e che in molti luoghi di questo mondo si abbatte violentemente sulla vita delle donne, sui loro corpi; non è una cosa lontana da noi, influenza anche il livello delle nostre libertà, la possibilità di vivere senza violenza maschile, il femminicidio che il ricorso alla guerra anche da parte del nostro paese nei confronti di paesi “altri”  fa crescere riproponendo un immaginario maschile funzionale alla guerra, l’eroe che difende la propria patria, le proprie donne ma uccide e violenta le donne “altrui” o le donne che non rispettano il ruolo loro assegnato.
Le donne che vivono nei luoghi dei conflitti non sono altre da noi e noi non possiamo prescindere da loro, mi piacerebbe che si avviasse un dibattito fra noi su questi temi perché spesso chi se ne occupa pur da un punto di vista femminista ha una sensazione di isolamento, è come vivere due forme di attivismo che non riescono se non raramente a congiungersi
con un forte augurio di buon lavoro.

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