La scrittura della differenza. Un’esperienza collettiva a Napoli

5 Ott

Chiara Guida

Care amiche , compagne, sorelle, madri, sono ormai pronta per mettermi in un treno e raggiungervi a Paestum. Il bagaglio emotivo che avevo preparato per questo evento che aspettavo da mesi era leggero e pieno di aspettative. Per chi come me  si è avvicinata al femminismo facendone motivo di scelte, di militanza, di studi, di lavori (sempre precari , sottovalutati oltre che sottopagati), di impegno, di vita, ed è arrivata alla soglia dei 35 anni ancora come eterna seconda, nella forma  abusata ma politicamente corretta di “giovane”  l’appuntamento di Paestum era (è) una boccata di aria fresca.
Sono sempre stata una femminista, una donna per le donne, ma ho anche vissuto personalmente vicende  che mi hanno fatto comprendere che le dinamiche di  potere  possono essere agite anche da donne nei confronti di altre donne. Mi sono sottratta a tutto questo, non rinunciando a lottare, ma scegliendo di lavorare nei centri antiviolenza, luoghi che se ancora sopravvivono è solo grazie al lavoro volontario di moltissime giovani professioniste che riescono a tenerlo aperto o a cavarsela al massimo con risibili rimborsi spesa; o perché,  con sempre più difficoltà e sempre per effetto di snervanti trattative,  qualche rivolo misericordioso riesce ancora a filtrare da istituzioni sempre più lontane dalla vita reale  delle persone,  delle  donne soprattutto.
L’ho fatto senza rinunciare alla militanza politica, nei partiti e fuori, migrando di volta in volta in gruppi di donne, giovani e non, che si riuniscono con i più buoni propositi, ma che non per questo restano immuni dal rischio  di piegarsi alla logica di una contrattazione personale tutta interna ai circuiti di potere maschili e maschilisti.
Tuttavia non ho mai rinunciato a credere nella forza creativa delle donne, alla loro “ differenza” come fattore positivo di crescita e arricchimento per tutta la società. Questo è successo anche perché  a partire da un certo punto della mia vita ho abbracciato e creduto fortemente in un progetto che è ormai parte integrante della mia vita; un progetto che riguarda il teatro. Ma non quello dei palcoscenici, delle luci e delle prime donne ma quello della scrittura, della rappresentazione e dell’immaginario femminile, della ricerca costate di un punto di vista mio, in quanto donna, che come tale mi può avvicinare sempre di più a quello di tutte le altre donne come alterità permanente al pensiero unico, e dominante,  maschile.
Un lavoro che oggi voglio rivendicare fortemente perché, nonostante le difficoltà, è con altre donne e grazie a loro che l’ho costruito, innanzitutto dentro di me.
La scrittura della differenza non è soltanto il titolo di un premio di drammaturgia femminile internazionale né tanto meno il “nome” della donna napoletana autrice , regista , organizzatrice che lo ha creato e caparbiamente fatto vivere per  7 edizioni e cioè con un  lavoro di ben 13 anni. La scrittura della differenza è un patrimonio culturale femminile, un’esperienza collettiva  e condivisa della città, di Napoli. La sua storia nasce da qui e cresce qui grazie soprattutto all’appoggio, fino a quando è stato possibile, di molte donne che hanno creduto in questo progetto.
In più, di fronte al deserto culturale ed economico del nostro paese il premio ha trovato accoglienza e sostegno a Cuba dove ormai è diventato un punto di riferimento per le drammaturghe latinoamericane che da anni lo rinforzano e lo animano. Ma la sua casa è Napoli, il suo cuore è napoletano come sanno bene molte di voi che lo hanno sostenuto o  ne hanno  incrociato il percorso in questi anni.  Per questo sono tanto meravigliata che alla vigilia di un evento di rilevanza nazionale  come le giornate di Paestum nella mia città si svolga un incontro preparatorio, tra l’altro imperdibile per la cura con cui appare pensato e la presenza di autorevoli relatrici, in cui la scelta del titolo però, anche nel semplice carattere grafico,  confonde e annulla di colpo una storia a favore di un’altra. Sono sicura che ci sarà una spiegazione, se non altro su come sia possibile che si sia potuta verificare una sovrapposizione di questo tipo senza che nessuna se ne sia resa conto.
Non è di questo di cui abbiamo bisogno, né io né tutte le altre. Si parte sempre da qualcosa per arrivare ad un’altra…e io, ancora una volta, parto da me e dalle donne della mia città. Arriverò a Paestum per rientrare con nuove energie, quelle che solo le donne mi sanno dare.

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