Dopo Paestum. Casa delle donne di Torino.

16 Ott

Domenica scorsa, come avete avuto modo  di  apprendere dalle TV e dai quotidiani, alle OGR di Torino, durante il convegno organizzato da Snoq “Mai più complici”, è avvenuto un importante e franco scambio di idee con la ministra del lavoro e delle pari opportunità Elsa Fornero. Per le dinamiche su cosa e su come è avvenuto lo “scambio di idee” con la ministra, vi invitiamo a leggere gli articoli dei quotidiani di lunedì e a vedere i video che girano ormai dappertutto.

Per quelle di noi presenti, la sensazione di stare vivendo il primo concreto atto di pratica femminista dopo Paestum, è stata molto forte.

Vorremmo essere in grado, fin da subito,  di dare a tutte la nostra versione dell’accaduto e di comunicare le ragioni che ci hanno spinto a questa azione che le donne del collettivo Altereva e della rete donne Fiom hanno concretamente realizzato.

La fretta di farvi sapere subito che il fatto è avvenuto, non ci consente di esporvi in maniera dettagliata i nostri pensieri. Promettiamo di farlo in seguito, magari dopo essere riuscite a praticare un “sano e proficuo” conflitto fra donne con il gruppo di Snoq Torino.

Incominciamo però a segnalarvi due fra le prime domande che ci stiamo ponendo, soprattutto dopo Paestum.

Ci interesserebbe molto se si aprisse uno scambio di opinioni e di idee fra tutte noi.

Oggi (ma forse anche ieri) è “sensato”,  nel contesto di  questo Paese,  organizzare un evento di donne su un argomento che le riguarda molto da vicino (la violenza sulle donne) e farlo aprire   dalla Ministra Fornero?

E’ possibile considerare “neutro” il ruolo di ministra con delega alle pari opportunità (in quanto firmataria della convenzione di Instanbul) disgiungendolo dal suo ruolo principale di ministra del lavoro e delle politiche sociali?

In quest’ultima veste, la ministra è stata l’ideologa convinta e l’artefice materiale del disastro provocato dai suoi  provvedimenti sulle condizioni materiali di vita delle donne native e migranti che vivono in questo Paese.

A risentirci.  In allegato, il comunicato stampa redatto dalle donne che hanno concretamente dato luogo all’evento.

Casa delle donne di Torino

Qui trovate il comunicato di AlterEva e la rete delle donne Fiom

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4 Risposte to “Dopo Paestum. Casa delle donne di Torino.”

  1. Loretta Tobia 22 ottobre 2012 a 09:34 #

    Modi e Parole “Nostre ” per dirlo e agire nel rispetto dell’ascolto attivo e atteggiamento democratico per relazionarsi. Non escludendo assolutamente le nostre passioni e repressioni da silenzi e sopportazioni. Ma occorre, alla luce di anni di approfondimento e ricerca sul proprio vissuto esistenziale e professionale in particolare , di poter esprimere un sè che rappresenti il simbolico femminile collettivo e personale. Grazie per lo spazio. Un abbraccio augurale. Loretta Tobia.Pescara.

  2. Antonietta Lelario 18 ottobre 2012 a 05:34 #

    Allla riunione dopo Paestum organizzata dal Circolo La Merlettaia di Foggia abbiamo apprezzato la contestazione della ministra Fornero e l’abbiamo considerata un segno del coraggio e del bisogno di verità che ci animano.

  3. Lucrezia Ricciardi 17 ottobre 2012 a 15:14 #

    Vedendo il filmato anch’io ho pensato che questo ardimentoso agire sia collegato in qualche modo al “dopo- paestum”.
    Ho molto apprezzato.
    Giulia ha avuto coraggio.
    “LA VITA INIZIA DOVE FINISCE LA PAURA” mi sono ancora una volta detta tra me e me.

  4. Maria Grazia Campari 17 ottobre 2012 a 07:43 #

    Ho visto parte dell’episodio in un filmato: la contestazione e l’interlocuzione di Giulia con Fornero, resa problematica dall’interferenza di una organizzatrice, da un tira e molla del microfono da parte della ministra quasi fosse in crisi psicomotoria, ma soprattutto dalla incombenza di due uomini (scorta?) che circondavano Giulia e uno adirttura la tratteneva per un braccio mentre parlava. Mi è parso un quadro squallido di interferenze antidemocratiche (purtroppo consuete nel nostro Paese) soffocanti del tentativo di esprimere concetti invisi al potente di turno. Concordo con i contenuti espressi da ALTEREVA e donne FIOM, ma vorrei anche mettere all’ordine del giorno l’esigenza di escogitare percorsi di minore sofferenza nella partecipazione alle decisioni che incidono sulla nostra esistenza quotidiana.

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