Rassegna Stampa- Franca Fortunato – Il quotidiano della Calabria 25/10/2012

27 Ott

Rompiamo il monosex delle primarie del centrosinistra

LE PRIMARIE del centrosinistra sono diventate, giorno dopo giorno, una guerra tra uomini, in particolare tra Renzi e Bersani, come i media quotidianamente ci raccontano. Una guerra di figli contro i padri, perché possa nascere il “nuovo”. Va detto subito che in questa idea e nella pratica che la sostiene non c’è niente di nuovo, se non il nome “rottamare” anziché “uccidere”.Generazioni di uomini hanno ucciso i propri padri sul piano simbolico e poi i fratelli rimasti si sono fatti la guerra tra loro.              E’ quanto accaduto dentro il Pd dopo la liquidazione, pura e semplice, del Pci. I figli di allora sono i padri di oggi, che i loro figli vogliono  “rottamare”. E così la storia si ripete, di padre in figlio, con gli stessi errori e le stesse brutture. Storia di uomini.                       Dico questo pensando alla storia del femminismo e a  quanto avvenuto a Paestum il 6 e 7 ottobre scorso, dove mille donne, mille femministe di generazioni diverse, si sono incontrate per discutere, confrontarsi, interrogarsi su come portare avanti nella crisi la sfida alla politica e all’economia a partire dalle pratiche, dal sapere, dal grande patrimonio che le donne hanno accumulato in quarant’anni di femminismo.

In quell’assemblea le giovani , le figlie, si sono confrontate, anche in modo conflittuale, con le donne più grandi, le madri, senza rancore o recriminazioni nei loro confronti, ma con la consapevolezza di dover continuare sulla strada delle madri, senza rinnegamenti né uccisioni.             Giovani donne, che vivono una situazione esistenziale di precariato e di continui ostacoli per la realizzazione di una vita libera e autonoma. Figlie che chiedono alle madri aiuto, sostegno in una battaglia contro un sistema economico neoliberista che cancella le soggettività,tradisce la vita nei suoi bisogni e riduce tutti e tutte a merce da comparare  e vendere. “Siamo tutte femministe del presente, non ci sono femministe storiche, perché  noi siamo la storia ”, ha affermato con efficacia una ragazza in assemblea plenaria . Il femminismo per rinnovarsi non ha avuto mai bisogno di uccidere le madri. Dell’assemblea di Paestum, dove si è messa in scena un’altra pratica politica, altre idee, altra storia,  altro rapporto tra generazioni, i mass media, con qualche eccezione, non hanno detto e scritto una parola.

Non ne hanno dato notizia, né prima né dopo, l’hanno semplicemente ignorata e cancellata.

La stessa cosa stanno facendo con Laura Puppato, autocandidatasi alle primarie del Pd sin dal 14 settembre, prima di Vendola e insieme a Renzi. La cancellazione di una donna è sempre un gesto misogino e patriarcale e riguarda tutte le donne. Puppato è un’amministratrice, è consigliera regionale veneta, è stata sindaca per due legislazioni, è stata la prima delle non elette al Parlamento europeo, ha un programma, delle idee, condivisibili o meno. E’ una donna, insomma, con una storia politica di tutto rispetto. Perché ignorarla? Perché cancellarla?  Le donne del Pd nominano Renzi e Bersani, quelle di Sel vi aggiungono Vendola. Perché?  In Calabria solo Fernanda Gigliotti l’ha nominata scrivendo su questo giornale. Anche le donne di “Se Non Ora Quando” non parlano. Perché? Eppure sono le stesse che negli statuti dei propri partiti, in piazza e ovunque non fanno che rivendicare e pretendere la pari (50 / 50) rappresentanza e l’alternanza di genere. Perché per le primarie questo non vale?  Perché le donne non si  mobilitano per consentire a Laura Puppato di concorrere alle  primarie, raccogliendo le firme necessarie per farlo? Non sto dicendo di votarla, se non si vuole, ma di permettere che una donna partecipi e rompa così il monosex delle democratiche primarie. L’assemblea nazionale del Pd sabato ha cambiato ancora una volta le regole, per cui entro dieci giorni (entro il 25 ottobre) bisogna raccogliere 20.000 firme di elettori ed elettrici  di centrosinistra, con il limite di non più di 2.000 a Regione. Donne, sosteniamo la candidatura di Laura Puppato.

 

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