martedì 19 febbraio – 20,30 – Torino – Incontriamoci dopo le elezioni

11 Feb

Antico Macello di via M.Pescatore 7.

Care amiche
Vogliamo condividere con tutte voi il primo risultato del lavoro/confronto che abbiamo portato avanti fra donne delle nostre quattro associazioni e collettivi: Almaterra, Casa delle donne di Torino, Collettivo Altereva e Collettivo Civico delle donne per il Comune di Torino. 
Segue il testo con le nostre prime riflessioni.
Abbiamo cominciato a incontrarci perché in molte abbiamo avvertito l’esigenza di elaborare e condividere, a partire da noi,  un orientamento “sensato” in questo periodo di campagna elettorale e, più in generale, in un Paese e in un mondo che si stanno evolvendo in una direzione “insensata”.
Le modalità (legge Porcellum) con cui quelle di noi che ne hanno il diritto andranno a votare, non ci consentiranno di indicare le candidate che più ci convincono.
Le donne migranti non potranno votare.
Abbiamo quindi deciso di invitare al nostro incontro alcune donne che ricoprono cariche istituzionali nella nostra regione, donne con le quali, nel corso di questi anni,  abbiamo avuto relazioni  non solo per il ruolo che rivestono ma soprattutto perché sono esse stesse interessate ad avere relazioni con noi.
Le abbiamo invitate perché, oltre alla relazione che hanno con noi, sono donne impegnate in un partito o in una formazione politica e, in quanto tali, abbiamo  chiesto loro di estendere l’invito alle donne del loro partito e alle candidate che ritengono possano essere interessate alla nostra iniziativa/proposta.

Ecco il testo con le nostre prime riflessioni.

Per un mondo giusto, solidale e attento al nostro futuro. Una proposta di lavoro e di confronto.

Fra poco meno di un mese nel nostro Paese si terranno le elezioni politiche.
Si svolgeranno con le modalità previste dalla legge chiamata Porcellum: ci sarà la possibilità di votare soltanto il simbolo di un singolo partito. Le elettrici e gli elettori, infatti, non potranno indicare alcun nome di candidate o candidati sui quali ripongono fiducia.
Nel corso dei mesi passati sono apparse sui giornali diverse proposte di modifica di questa legge elettorale; alcune erano discrete, altre buone, altre molto buone, altre scandalose.
Ha pure fatto capolino qualche idea riguardante il “riequilibrio di genere della rappresentanza”.   Il tutto è finito nel nulla.
I partiti presenti in Parlamento non sono riusciti a trovare il tempo e la capacità di accordarsi per cambiare questa brutta e antidemocratica legge.
Oppure non lo volevano: ma nessuno di loro lo ammetterà mai.

Sentiamo l’esigenza di ribellarci all’insensatezza dell’impalcatura culturale, economica e politica dominante che:

 nella strozzatura della crisi, mira a isolarci sempre più e a intaccare la nostra capacità di resistenza;
 con la prepotenza del liberismo dei banchieri, quello del malaffare, della corruzione e delle guerre, indebolisce la nostra possibilità di vivere, ci impedisce di autodeterminarci e programmare le nostre vite in un mondo che vogliamo giusto, solidale e attento al nostro futuro;
 con la sua visione patriarcale fa sì che la vita delle donne e degli uomini sia sempre meno libera, più esposta alla violenza, più povera.

Per queste ragioni quelle di noi che hanno il diritto di votare – cioè le native e non le migranti – andranno a votare, ma non voteranno i partiti della destra e del liberismo che sono gli artefici di questo sistema insopportabile, ingiusto, iniquo e incompatibile con gli interessi delle donne e con le culture sviluppate da decenni di pratiche e riflessioni femministe.

Per queste ragioni intendiamo aprire un confronto/lavoro con il centro-sinistra e la sinistra su temi e con metodi che nascono dalla nostra storia.
Un confronto e un lavoro costruiti sul riconoscimento di un interesse e di un impegno reciproci.

I temi su cui vogliamo confrontarci e lavorare sono:
• Democrazia, legge elettorale, equa rappresentanza, responsabilità nella relazione con le cittadine e i cittadini.
• Diritti politici, economici, sociali e civili per tutte e tutti.
• Lavoro, lavori, reddito, precarietà, vulnerabilità e sfruttamento.
• Contrasto ai femminicidi, alle violenze contro le donne e alla cultura patriarcale; educazione al rispetto di sesso e di genere.
• Stato sociale inteso come patto di reciprocità fra chi vive in questo Paese, donne e uomini, native/i e migranti, fra generazioni diverse.
Solidarietà, equità e giustizia sociale.
• Diritto alla salute, prevenzione e cura, per tutte e tutti.
• Autodeterminazione: legge 194, obiezione di coscienza, legge 40, testamento biologico.
• Autodeterminazione: diritti civili, riconoscimento delle coppie di fatto, dell’omogenitorialità e di tutti i nuovi tipi di famiglie.
• Spese militari, produzione, commercio e uso delle armi, culture di pace, nonviolenza, risoluzione pacifica dei conflitti.
• Cittadinanza per nascita a tutte e tutti le/i nate/i in Italia.
Reali politiche di accoglienza per le/i profughe/i.
• Istruzione pubblica libera e garantita, ricerca: politiche di sviluppo e investimenti.
• Cura e conservazione dell’ambiente, del territorio e dei beni comuni. Grandi opere inutili.
• Cura dei rapporti sociali, lotta contro le mafie e la corruzione.

Le scelte politiche compiute su questi temi hanno un forte impatto sulle donne e sulla società tutta. Anche in momenti di crisi, non devono essere subordinate a logiche economicistiche, finanziarie e clientelari.

La subordinazione a tali logiche provoca indifferenza nei confronti delle condizioni materiali di vita, dei bisogni e dei desideri delle donne e degli uomini del mondo, e determina lo sfruttamento delle persone riducendole a pure risorse materiali.

Riteniamo sia un interesse fondamentale del centro sinistra e della sinistra costruire con noi un confronto/lavoro e una modalità di relazione che restituisca un senso alla rappresentanza e al rapporto tra elettrici ed elettori da una parte ed elette/i dall’altra.

Almaterra, Casa delle donne di Torino, Collettivo Altereva, Collettivo Civico delle donne per il Comune di Torino

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