Dopo Paestum a Napoli di Stefania Tarantino

6 Mar

Disarticolare, spostare, sottrarre, confliggere, togliere spazio ai luoghi comuni (anche i nostri!) per fare emergere qualcosa di inedito: sono queste le parole che hanno attraversato i due incontri che si sono svolti a Napoli tra gennaio e febbraio presso la Società di Studi politici di Napoli. I nostri appuntamenti “dopo Paestum”, ormai scanditi mensilmente, continuano e si consolidano sempre di più nelle parole e negli sguardi che circolano tra di noi.

La specificità del contesto territoriale in cui viviamo non ci consente di lasciare nulla nell’indifferenza e non ci consente neanche di chiuderci in un già saputo o di ripetere un già detto. Tra sud e nord si gioca una differenza reale e, nel bene o nel male, è necessario affrontarne la complessità, ma vogliamo stare fuori da quelle logiche che non fanno che riproporre sotto altre vesti e con altri nomi cose scontate e più che risapute. In questi due incontri ci siamo rese conto che non vogliamo stare calme, che abbiamo bisogno di rilanciare la dimensione dell’inesplorato e della curiosità. Questo ci spinge a porci in ascolto l’una dell’altra assumendo il rischio, la sfida e lo sforzo che ciò comporta. Nel terzo incontro siamo state felici anche di avere con noi delle donne di Lecce che hanno colto la posta in gioco di questi nostri incontri e che hanno subito preso parte alla modalità sperimentale che ci siamo date.

 

Ci troviamo ancora in una fase di ricerca del tipo di metodo, ma non vogliamo forzature e sappiamo che è necessario trovare insieme la strada per affrontare le tante questioni che ci stanno a cuore. Siamo partite dalla dismisura del nostro desiderio che, oggi più che mai, va rilanciato nella realtà. Il percorso è faticoso, ognuna di noi ne è consapevole, ma non arretriamo né ci arrendiamo. Il metodo ci serve perché non vogliamo restare nel chiuso delle nostre singole opinioni. Pensiamo a questi incontri come a un luogo in cui poter far emergere qualcosa di nuovo ma, per fare questo, ci siamo dette che è necessario disporsi con un atteggiamento di generosità. Questa è un’altra parola che è circolata e che poi è stata ripresa da molte di noi. Una parola positiva, che non rinvia al buonismo, ma che denota piuttosto il modo con cui vogliamo relazionarci, senza per questo rinunciare al conflitto posto dalle nostre stesse differenze. Disporsi generosamente verso l’altra significa non voltare le spalle e andarsene, a maggior ragione di fronte ai conflitti e alle difficoltà. Generosità significa anche la capacità di aprire e di stare nel conflitto, mettersi in una posizione tale da non rimanere nel proprio. Ognuna di noi desidera mettersi in gioco.

Pratichiamo così un’idea di comunità dove ognuna tenta di non riprodurre la propria identità come qualcosa di statico e pieno. Abbiamo bisogno di fare un passo a lato per esporci, per metterci a rischio. Si parte da sé per andare verso l’altra. Il sé, in questo caso, non è la chiusura nei propri confini, ma è quella capacità di sporgersi verso ciò che fa da inciampo, che consente nuove aperture, che allarga l’orizzonte comune da cui possiamo attingere nuove prospettive. Se l’esterno che ci opprime è il mondo dell’egoismo padronale, in cui anche chi non ha niente dice io nel senso di un padroneggiamento di sé, le nostre riflessioni hanno fatto emergere l’importanza di non considerarsi mai soggettività a tutto tondo, onnipotenti. C’è una ricchezza preziosa nella parzialità, nel senso del limite. Per questo diciamo no alle ripetizioni, no all’accoglimento di istanze che non sono nate dentro di noi. Partiamo dalla necessità di mantenere la nostra preziosa trasversalità, da lì vedremo che cosa riusciremo a mettere in moto nella consapevolezza che se c’è tra di noi generosità questo gruppo ha un futuro.

 

Il prossimo incontro si terrà l’11 marzo alle ore 17.00 presso la Società di Studi Politici di Napoli (Piazza Santa Maria degli Angeli, 1)

Per informazioni: dopopaestumnapoli@libero.it

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Una Risposta to “Dopo Paestum a Napoli di Stefania Tarantino”

  1. ela 7 marzo 2013 a 14:27 #

    mooolto d’accordo

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