Ancora l’ordine del padre

8 Apr

Iaia De Marco

Nel suo editoriale di domenica 24 marzo, Eugenio Scalfari invoca il ritorno del pater,  unendosi all’invocazione che in quest’ultimo periodo arriva da più parti. Nel titolo dell’editoriale – “Il padre non c’è più e il Paese è impaurito” – risuona l’eco del saggio di Massimo Recalcati e buona parte dell’analisi che propone.

I giovani, vi si afferma, aspettano questo padre proprio in tempi difficili, come Telemaco che attende “la nave di suo padre – che non ha mai conosciuto – ritorni per riportare la Legge nella sua isola dominata dai Proci. Anche Scalfari fa riferimento al dissolvimento dell’auctoritas  produttrice di norme generali e individua la causa della decadenza delle classi dirigenti nel deperimento dei modelli paterni, caduti i quali la società “ha perso la capacità di darsi regole condivise”. C’è un certo limite di pensiero (anagrafico, di formazione intellettuale?) che gli impedisce di spingere il ragionamento verso una lettura e una interpretazione della realtà che, evidentemente, minerebbero le sue certezze riposte in categorie politiche e psicoanalitiche saldamente attestate. Neanche per una volta scrive la parola patriarcato, né accenna alla responsabilità che quel modello (unico) porta dell’insuccesso globale.

Non vede né la radice dell’attuale declino delle forme ufficiali della convivenza, né quanto la stessa sia comunque largamente assicurata (come sempre) da un diverso ordine, quello operante nella tradizione millenaria – e affermato  teoricamente più di recente – che ha al suo centro il primum vivere. Un sistema di regole fondato sulla relazione tra soggetti e con la terra, non su rapporti di forza tra classi, categorie, lobbies etc.

Un ordine che ha informato di sé molti movimenti e tutte le nuove pratiche politiche che sono andate affermandosi e costituiscono una galassia pulsante di energia trasformatrice in tutti gli ambiti. Ma Scalfari sogna il ritorno dell’ «auctoritas paterna, con il suo corredo di giustizia, comprensione, regole condivise, carità e pietas» che, bontà sua, «non sarà appannaggio soltanto maschile», come a dire che anche le donne possono essere padri! Il padre non è incolpevole dello stato delle cose ed è ingannevole affermare, come fa Scalfari, che sia sufficiente il ripristino delle qualità paterne positive per risanare la situazione. Scrive: «i padri, quelli veri, […] vivono per i figli costruendo le condizioni del loro futuro», ma non si interroga sul come tali condizioni vengano costruite.  Nel “come” sta tutta la differenza e la possibilità di ri-generazione delle forme della politica nella società contemporanea.

Annunci

6 Risposte to “Ancora l’ordine del padre”

  1. ter 9 aprile 2013 a 10:10 #

    ma perchè ci meravigliamo del paternalismo della società manifestato poi da nostro nonno… Chissà perchè i nostri nonni invecchiano e invece i politici sono sempre sull’onda.E poi sempre nonni ma le nonne non parlano mai.
    Ho dicusso liberamente alla pari con Joice Salvatori Lussu, ormai completamente cieca e immobilzzata, ma lucida, splendida sibilla… ma non ne riesco a vedere o a sentire in giro.
    ma se ci fosse l’ascolterei

  2. Paola Zaretti 8 aprile 2013 a 17:56 #

    Purtroppo il signor Recalcati gira da tempo in quasi tutte le regioni d’Italia con la sua dottrina perché sa bene che in analisi ci vanno le donne e sta facendo un vergognoso commercio. Fatto sta che ad avergli dato corda – e non solo a lui ma anche a delle rappresentanti femminili (?) della psicanalisi “lacaniana” – sono state in passato, anche alcune femministe piuttosto ingenue per non dire scarsamente informate sulla teoria.

  3. paolam 8 aprile 2013 a 12:11 #

    Limite anagrafico e intellettuale? Accidenti, è un eufemismo, io il secondo lo definirei una profonda, estesa e consolidata ignoranza, storica prima di tutto. Si sono persi gli ultimi tre secoll, ma come minimo, e pescano nel loro immaginario, quello che si sono assemblati a proposito di quelli precedenti. Che sconforto. Purtroppo dispongono di pieni poteri editoriali, altro che, a proposito di patriarchi.

    • paolam 8 aprile 2013 a 12:12 #

      errata corrige: secoli

  4. luciana 8 aprile 2013 a 12:05 #

    ..ma quanti anni ha Eugenio Scalfari? lui, come tante donne e tanti uomini (della sua generazione e non solo) sono figli di solo padre; grazie comunque a Pinuccia , a Iaia De Marco, Franca Fortunato e a tantissime altre che nei loro articoli ci portano realtà ben diverse che oggi interessano tante e tanti. luci

  5. pinuccia 8 aprile 2013 a 09:30 #

    ARTICOLO DI FRANCA FORTUNATO PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA IL 31.03.2013
    EUGENIO SCALFARI E LA SCOMPARSA DEL PADRE
    SU Repubblica di domenica Eugenio Scalfari ha riproposto un suo articolo di quindici anni fa, con l’aggiunta di note sul presente, dal titolo “Il padre non c’è più e il paese è impaurito” in quanto, secondo lui,“descrive l’attualità che stiamo vivendo”. L’autore ribadisce come la fine dell’autorità del padre ( degli uomini) quale principio sacro di un potere gerarchico e indiscusso ha dato inizio a una società dominata dal “branco”, dalla “volontà di potenza del gruppo”, dalla “legge del più forte”, dal “gregarismo” e “feticismo” e ne parla come se le donne non ci fossero e gli uomini fossero un insieme indistinto, anonimo, un branco, appunto. Ma non è così. Quarant’anni di femminismo, di idee, pratiche e pensiero hanno cambiato le donne e i rapporti tra i sessi. Ci sono uomini che si sottraggono al “branco” e lavorano da anni per una figura nuova e differente di padre, uomo, nel riconoscimento della libertà e autorità femminile. Della figura del padre che si basava “sul comando e sull’autorità esercitata per diritto divino” nessuno ne ha nostalgia. Nella “società senza padri”, o post – patriarcale, più che il “branco” si è affermato in politica quello che qualcuno ha chiamato il “fratriarcato”, ovvero un modello orizzontale in cui il conflitto tra gli uomini non è caratterizzato – come scriveva già alla fine degli anni sessanta il medico e psicologo Mitscherlich nel suo libro “Verso una società senza padre” – dalla rivalità edipica, che contende al padre i privilegi del potere e della libertà, ma dall’invidia fraterna verso il vicino, il concorrente che ha avuto di più. Ne è seguita una gestione del potere fortemente competitiva, spregiudicata e irresponsabile incapace di inventare nuove forme di autorevolezza e di riconoscimento. La presenza femminile nelle istituzioni, nello Stato, nel Parlamento, nel Governo è stata neutralizzata con l’inclusione nel contratto sociale su cui è nata la democrazia rappresentativa e che è fallito, in quanto fondato sulla subordinazione sessuale e sulla separazione tra privato e pubblico. Nell’immaginario maschile della democrazia moderna resta ancora – come l’articolo di Scalfari conferma – un angolo oscuro che gli uomini continuano a non voler vedere. Si tratta del “fantasma della madre” di cui parla il sociologo Marco Deriu. . Scalfari nel parlare della elezione del Presidente della Repubblica ricorda al Parlamento che questi e aggiunge che . Dunque oggi, per Scalfari, la figura paterna, l’uomo, resta il modello fondante del discorso sulla democrazia. Altra, invece, noi donne crediamo sia la sfida al presente, che sull’ultima Via Dogana (n.104), rivista della Libreria delle donne di Milano, Lia Cigarini, Giordana Masotto e Lea Melandri riassumono nella richiesta alle elette (senza escludere gli eletti) di una pratica politica comune che abbia come oggetto e scopo di creare una misura di giudizio autonoma e inedita, segnata dalla esperienza delle donne e dalle loro relazioni, sulla politica istituzionale e sulla democrazia per un loro sostanziale cambiamento a favore della libertà delle donne e degli uomini.

    Porto come mio commento l’articolo di Franca Fortunato, che io condivido.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: