Lettera di invito a Paestum 2013

6 Lug

LETTERA DI INVITO A PAESTUM 2013

4, 5, 6 OTTOBRE

 

LIBERA ERGO SUM

LA RIVOLUZIONE NECESSARIA. LA SFIDA FEMMINISTA NEL CUORE DELLA POLITICA

Libere davvero. Libertà è poter essere, poter scegliere, poter desiderare. È una pulsione naturale, un bisogno palpabile, una lotta irrinunciabile. Voglia di libertà è quello sguardo sul mondo che rivendica un diverso stato delle cose. Spazi, relazioni, persone, potere, conflitti possono essere ripensati, anzi sovvertiti ed è proprio il femminismo quella brezza che ci trasporta verso altri luoghi, altri immaginari.

La libertà delle donne è oggi pericolosamente messa in discussione, in ogni ambito della vita, dal tentativo di negare conquiste che sembravano consolidate al manifestarsi di nuove forme di dominio. Il presupposto per dirsi davvero libere è in primis l’aver accesso ai mezzi per condurre una vita dignitosa. Quella di cui stiamo parlando è un’emergenza: le condizioni materiali di vita sempre più precarie, i tagli ai servizi pubblici essenziali, non solo ci condannano ad un’esistenza parziale, una “sopravvivenza”, ma ci rendono anche costantemente ricattabili.

Il femminismo, oggi come ieri, è una lotta di libertà, un desiderio di rivoluzione. Paestum 2013 nasce quindi da un’urgenza, l’urgenza di incontrarsi, proporre alternative, l’urgenza di trovare una strada che ci permetta di essere libere, o almeno che ci offra la possibilità di provarci. Si tratta di riattualizzare le pratiche politiche che, storicamente, appartengono al femminismo: il partire da sé come modo di guardare al mondo e alle relazioni. Ma si tratta anche di immaginare nuovi modi, nuove possibilità.

Se la libertà si dà essenzialmente nella relazione e non è mai, come vorrebbe il liberalismo, una condizione del singolo, inteso come atomo separato, è anche nella relazione che si possono immaginare nuove pratiche.

La creatività politica come pratica collettiva è qualcosa che appartiene al femminismo.

Paestum 2012

Nel 2012 ha avuto luogo a Paestum l’incontro nazionale Primum Vivere. È stata vissuta così un’esperienza epocale: 1000 donne si sono incontrate e hanno ripreso, insieme, le fila di un discorso il cui livello nazionale era stato interrotto quasi quarant’anni prima. Da quell’esperienza si sono irradiate nuove energie per tutte le donne che vi hanno partecipato, e non solo. Questo è il punto di partenza per rinnovare l’esperienza di quell’incontro. Facendo un passo in più. Dando come acquisito il lavoro svolto l’anno passato, ora si tratta di alzare la posta in gioco.

Perché incontrarsi di nuovo?

Sappiamo per esperienza che le donne, attraverso la conquista costante della propria liberazione, hanno rifiutato “la Donna”, la riduzione e astrazione di sé stesse in un gruppo omogeneo. Con questa consapevolezza della pluralità guardiamo ai percorsi politici che le donne intraprendono, assumendo le proprie differenze come un dato positivo, in grado di dare di una spinta vitale e propulsiva che nessuna unificazione potrebbe dare. Ma sappiamo anche che la pluralità, se non sostenuta da un confronto autentico, rischia di sfumare in dispersione e frammentazione, in specificità che portano all’isolamento – concettuale, e dunque politico – delle tante questioni aperte. L’invito a Paestum vuole andare in questa direzione: desiderare di incontrarci di persona significa anzitutto assumere la pluralità come presupposto di percorsi comuni, che non snaturino le nostre differenze ma, al contrario, la arricchiscano. Non una dinamica fusionale di assimilazione, bensì l’incontro nel rispetto reciproco dei percorsi differenti. In questo senso invitiamo a partecipare singole, gruppi, associazioni: l’invito a Paestum 2013 vuole essere nello spirito dell’apertura e del riconoscimento reciproco, per riprendere a tessere la politica delle donne nella mutua consapevolezza dell’esistenza dell’altra.

Un incontro aperto

Paestum 2013 vuole essere un incontro in cui ogni donna si senta libera di partecipare, di esprimersi, di dare il suo contributo nella prospettiva, eminentemente politica, di produrre un cambiamento: essere lei stessa, lei nella relazione con l’altra e le altre, il motore di quel cambiamento. Il primo sforzo che intendiamo compiere è quindi quello di rendere questo incontro il più aperto possibile. Vorremmo infatti che fossero presenti tutte quelle singole, gruppi, associazioni che se anche non riconducibili in maniera diretta al femminismo come punto di vista teorico, nondimeno siano nate sul solco di quella tradizione, prodotto concreto di quelle lotte e di quelle idee. Pensiamo a tutte coloro che si dedicano alla libertà femminile e lo fanno nella pratica quotidiana: chi, a vario titolo, si occupa di sessualità, violenza e discriminazioni è invitata ad essere presente a Paestum per condividere la propria esperienza. Ma pensiamo anche quelle ragazze più giovani che di femminismo hanno forse solo sentito parlare, ma che ugualmente vivono il peso di un patriarcato che cade nella violenza, nei “delitti d’onore” mascherati da passione, ritorna nella dipendenza economica dagli altri, ma anche solo nell’impossibilità di seguire la propria strada, di perseguire la propria libertà.

Come incontrarsi

Acquisendo Paestum 2012 come punto di partenza, proponiamo per l’incontro di quest’anno una focalizzazione diversificata sulle questioni aperte e urgenti. La mattina di sabato 5 ottobre sarà dedicata a un’assemblea plenaria di apertura, mentre la mattina di domenica 6 ottobre a una plenaria conclusiva. Nel pomeriggio di sabato proponiamo di dividere il lavoro in Laboratori dedicati a temi specifici. Paestum è aperta! all’iniziativa e al contributo di tutte. Quella che segue perciò è una lista di temi suscettibile di modifiche in base agli interessi che via via emergeranno e saranno proposti. La struttura del lavoro nei Laboratori rimarrà, così come in plenaria, orizzontale e volta alla maggiore partecipazione e condivisione possibili.

– Corpi femminili e godimento

– Cura di sé, delle relazioni, del mondo

– Salute delle donne e aborto

– Maternità e non maternità

– Nuovi diritti e nuovi rovesci

– Violenza, femminicidio

– Tratta

– Sex work

– Reinventare il lavoro e l’economia

– Tra donne, senza frontiere: donne migranti e seconde generazioni

– La costruzione dell’immagine delle donne nei media

– Pedagogia della differenza

– Autogoverno come pratica politica

– Sessualità e autodeterminazione

Una sfida di economia condivisa

Infine, in vista di questo incontro nazionale, vogliamo proporre a tutte una pratica di condivisione dell’economia, e riappropriarci di questa parola – oggi carica solo di significati negativi – in quanto nostra esperienza di comunità. Ci preoccupa infatti che i costi necessari per raggiungere e alloggiare a Paestum possano scoraggiare, o addirittura impedire ad alcune donne di partecipare. In questo incontro vorremmo quindi proporre un esempio di economia del dono, che rinsaldi le relazioni di fiducia tra noi e che sia effettiva pratica di cooperazione. Ci rivolgiamo a tutte le interessate all’incontro, e anche a chi desidera che esso si possa attuare il più ampiamente possibile, al di là della propria personale partecipazione. Per far esistere Paestum 2013 è costituito il Fondo “Paestum: economia delle relazioni tra donne”: con gli introiti saranno ridotti i costi di partecipazione per chi ne farà richiesta. Vogliamo proporre questa come una pratica che si oppone alle logiche patriarcali del profitto e della competizione, e dare vita a un esempio virtuoso di cura delle relazioni.

Anna Maria Bava, Barbara Cassinari, Chiara Melloni, Elena Marelli, Elisa Costanzo, Gabriella Paolucci, Giulia Druetta, Ilaria Durigon, Laura Capuzzo, Laura Colombo, Maria Bellelli, Nadia Albertoni, Rosalba Sorrentino, Sabina Izzo, Sara Gandini, Silvia Landi, Stefania Tarantino, Tristana Dini, Valeria Fanari

***

Aggiornamento. In questi mesi i laboratori sono stati riformulati a partire dalla discussione sul blog – che riportava le riflessioni di singole, gruppi, associazioni, e dei pre Paestum nelle città. Ecco la lista definitiva dei laboratori che si terranno il pomeriggio di sabato 5 ottobre a Paestum.

Paestum 2013: lista definitiva laboratori

1. Sessualità – Amore – Violenza

2. Lavoro – Economia

3. Democrazia – Autogoverno – Istituzioni delle donne

4. Maternità – Non maternità

5. Pedagogia della differenza

6. Welfare – Nuove cittadinanze

7. Autocoscienza

8. Cura di sé, delle relazioni, del mondo

9. Pratiche di autodeterminazione: corpi e sessualità

 

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27 Risposte to “Lettera di invito a Paestum 2013”

  1. Mercedes Frias 29 settembre 2013 a 15:33 #

    Carissime,
    ci sarò, come l’anno scorso.
    penso che il processo di preparazione dell’incontro di questo anno, sia esso stesso un passo in avanti verso la costruzione di uno spazio nel quale sia possibile coniugare appartenenze diverse; superando collocazioni verticistiche e fortemente asimmetriche.
    Questo, lo so bene, è un traguardo. Traguargo per molte di noi.
    Leggo in modo positivo l’assenza di un gruppo tematico che metta insieme tutte le marginalità, come è abitudine in ogni incontri di questa portata e caratteristica. Vorrei pensare che le contraddizioni di classe/”razza”/provenienza, ecc, non siano state nominate nei temi dei gruppi, perchè sia stata assunta la trasversalità di tali intrecci. E se fosse così, ci troveremo ad affrontare ogni tema con un approccio che comprenda anche questa ottica orizzontale.
    Su questo ragionamento, condivido con voi un pensiero/desiderio, che me precede e arriverà con me: la possibilità di “rilassarmi”, di partecipare all’incontro senza pesi addizionali, come una donna, senza aggettivi o aggiunte varie, senza sentire la necessità di fare la nera, l’immigrata, la precaria, la subalterna. Naturalmente, mi auguro che ognuna di noi possa partecipare in questo modo, che i nodi delle nostre condizioni esistenziali,
    sia collettivamente assunto.
    Un caro saluto a tutte, a venerdì,
    Mercedes Frias

  2. guglielmo 14 settembre 2013 a 11:48 #

    bei temi atthuali Corpi femminili e godimento un tema potrebbe essere donne in politica e nell’impresa

  3. Alessandra Bocchetti 5 agosto 2013 a 11:49 #

    Ci sarò. Molto contenta di partecipare al gruppo sulla pedagogia della differenza. Formazione/Rivoluzione
    Grazie Alessandra Bocchetti

  4. SERENA PROCOPIO 19 luglio 2013 a 04:46 #

    Sono molto felice di questa opportunità di incontro e ci sarò.
    Gli argomenti mi sembrano però troppi (alcuni datati) e dispersivi.
    I punti essenziali secondo me sono : quale democrazia- quale lavoro- quale economia.
    A presto e grazie per questa importante iniziativa!! SERENA

  5. gisella modica 15 luglio 2013 a 11:19 #

    Testo: Una breve riflessione: bisogna dare secondo me molto più spazio nella discussione qui e nei laboratori dopo a quanto è successo dopo Paestum 2012 nei diversi territori in merito a “nuove pratiche” messe in atto per fare fronte alla crisi. Condizioni materiali, beni comuni (acqua, aria, terra, ambiente, speculazione edilizia), migranti, e sopratutto rapporto con le amministratrici e con le istituzioni locali, che non significa rappresentanza sì o no ma quali pratiche sono più adatte per trovare percorsi comuni temporanei su singoli progetti se condividiamo che, almeno al sud, il vero ostacolo a qualunque innovazione oggi è l’impenetrabilità delle Pubblica Amministrazione che blocca tutto: cosa ha funzionato, cosa ha fallito degli intenti di Paestum 2012? Il problema infatti, per quanto mi riguarda, è ricontestualizzare le pratiche originarie del femminismo, quelle più radicali (Carla Lonzi etc per intenderci)rispetto per esempio alle trasformazioni delle Mafie (cammorra e ‘ndrangheta), questione imprescindibile per chi vive al sud. Le mafie cambiano velocemente in modo camaleontico ma le nostre pratiche sono armi spuntate. Non so se questo significa aggiungere nello specifico un nuovo laboratorio (anche a me sembrano troppi e la ripartizione di Stefania Tarantino mi convince di più), nè lavoro ed economia mi pare possa comprenderla. Ci sono proposte su questo?

  6. Katia Ricci 11 luglio 2013 a 06:15 #

    Parteciperò con entusiasmo all’incontro di Paestum. Grazie per aver preso l’iniziativa di convocarlo. Ho qualche perplessità su alcuni punti della lettera di invito, soprattutto riguardo alla questione importantissima della libertà, che è acquisita nel momento in cui le donne, ogni donna ha cercato, insieme ad altre, il suo percorso al di fuori delle vie del assegnato loro dal patriarcato. E oggi? E’ proprio questa libertà che minaccia il dominio di uomini che cercano di soffocare (alcuni anche letteralmente le donne). Altri, invece, imparando dalle donne, hanno guadagnato per sè libertà. Per questo avrei voluto che fossero presenti anche questi uomini. Anche gli argomenti proposti mi riportano un pò indietro (la pedagogia della differenza, p.e.) e per altri aspetti li trovo troppo ristretti ad ambiti “femminili” e non del respiro che la situazione attuale richiede.Comunque ne parleremo a Paestum.

  7. stefania vulterini 10 luglio 2013 a 14:18 #

    mi ritrovo nella lettera di invito e la firmo Stefania Vulterini

  8. Laura 10 luglio 2013 a 13:26 #

    Io ci sarò! Laura Giordano

  9. Donatella Proietti Cerquoni 10 luglio 2013 a 06:47 #

    Comunicazione “di servizio”. Vista la ripresa dell’attività di commento ai post, chiedo di ripristinare l’area “ultimi commenti” nella home del blog. Grazie.

  10. laboratorio donnae 9 luglio 2013 a 21:18 #

    Alle donne di Femminile Plurale
    Care vi leggo e seguo da tempo. In alcune occasioni abbiamo avuto modo di parlarci. Seguirò anche questo blog, come ho già fatto lo scorso anno, e deciderò se partecipare. Per chiarezza reciproca copio e incollo i passaggi più significativi dei materiali dell’ultimo Laboratorio Donnae. Buon lavoro, affettuosamente, Pina Nuzzo

    LIBERTA’ IMPRESCINDIBILE, documento in preparazione del terzo appuntamento Laboratorio Donnae, Pesaro 2, 3 giugno 2013,

    Un anno fa è nato Laboratorio Donnae, inizialmente su un mio desiderio: mantenere il confronto con alcune donne conosciute in tanti anni di attività politica, senza dover necessariamente fondare un’associazione. Mi soffermo su questo punto perché mi viene chiesto spesso per quale ragione Laboratorio Donnae non è un’associazione. Non ho ritenuto opportuno fondarne una per diversi motivi: perché ho già un’esperienza lunga e ininterrotta – quarant’anni – di vita associativa; perché molte delle donne con cui voglio mantenere un rapporto fanno già parte di un’associazione. Moltiplicare le appartenenze non serve.
    Inoltre in questa fase della mia vita – più che in altre – faccio politica guardando a quelle donne che in rete e nella vita promuovono azioni “naturalmente” segnate dal femminismo, eppure non sono riconducibili a nessuna scuola o teoria politica. Questo mi sollecita a ripensarmi a mettermi in gioco – qui e ora – con un corpo e con un’esperienza che sono solo il mio corpo, la mia esperienza. Tengo ancora a precisare che in tutta la mia storia politica ho sempre evitato la stupidità e l’automatismo degli schieramenti e quindi di pronunciarmi su questioni di parte, su candidature, su risultati elettorali; non perché io non abbia idee o preferenze, ma la mia dimensione pubblica è caratterizzata dall’essere una donna che fa politica delle donne con tutte le donne. Quando in rete – o altrove – i discorsi prendono una piega dove sembra che si parli di donne, ma in realtà si sta parlando d’altro, mi sottraggo.
    Infine e più in generale in questa fase politica, mi sembra di cogliere in molte il desiderio di agire in proprio, mettendo a frutto relazioni consolidate nelle realtà dove vivono e attraverso la rete. Leggo una voglia di radicarsi, di stare su di sé in un rapporto – anche di scontro – con le istituzioni.
    Ho colto la stessa domanda nelle donne con cui mi sono confrontata e che hanno poi costituito il nucleo fondativo di Laboratorio Donnae.

    Un blog e appuntamenti periodici autofinanziati, sono stati una risposta. Questo ha voluto dire: assunzione di responsabilità nella gestione degli appuntamenti e contributi scritti a partire dalle esperienze e dalle competenze. Nel merito delle cose e fuori dai pregiudizi.

    Quasi tutte abbiamo esperienza della rete, sappiamo che è uno strumento potente per connettersi al presente e a tante esperienze; ma per fare politica resta centrale il momento dell’incontro. Decidere una data, prendere un treno, spendere dei soldi per vedersi fa la differenza. Radica le relazioni, dà misura. Così Laboratorio Donnae è cresciuto, è diventato la stanza della nostra tessitura. Questa immagine mi accompagna dal giugno scorso, me l’ha suggerita Annarita che in un post scrive: “Uno sguardo che non si distoglie, uno sguardo che ti sostiene e che ti autorizza a essere.[…] Ed è allora che comincia un nuovo andare.”

    A tutela di “un nuovo andare”, in occasione del nostro primo appuntamento, ho sottolineato la peculiarità dell’esperienza: “Laboratorio Donnae non può che essere un appuntamento in cui convergere periodicamente per poi tornare da dove si è venute, arricchite – mi auguro – dal confronto. Per queste stesse ragioni Laboratorio Donnae non è riproducibile nei territori, né intende proporsi come momento di sintesi politica “nazionale”.

    Fare politica per me ha sempre voluto dire dare forma alla mia indignazione o ad un mio desiderio e farne un fatto politico. Questo si può fare anche a partire dalla rete dove, come nella vita, le donne si parlano, si arrabbiano, mostrano la voglia di voler fare qualcosa. Di fronte a questo bisogno si può mettere a disposizione la propria esperienza per indicare – ma solo indicare – strumenti e iniziative concrete possibili.

    Iniziative che chiunque può fare proprie e che non domandano una adesione, una appartenenza se non quella di genere.

    Iniziative che si propagano attraverso i social network e il passaparola sollecitando le donne a governarle, a gestire intrusioni e strumentalizzazioni. Ma niente di più.

    Non sottovaluto il fatto che in rete, come nella realtà, parlarsi si riduce spesso a brevi commenti, a liste dove si contano i “mi piace non mi piace”. In rete gli immaginari sono in agguato e i prodotti del silenzio generano l’illusione di rispecchiarsi nel pensiero di un’altra; manifestare il proprio pensiero richiede senso di sé e un certa dose coraggio.”

    Leggi tutto, http://laboratoriodonnae.wordpress.com/2013/05/18/liberta-imprescindibile/

    FEMMINISMO MOLECOLARE – restituzione Donnae –
    …L’esperienza ci insegna che la libertà per essere nominata e rappresentata ha bisogno delle altre, dell’altro. Dalle relazioni prende misura e consistenza.
    Questo passaggio è stato cruciale nella discussione e ci ha portato a riflettere sulla politica che abbiamo fatto e su quella che vogliamo fare. La dimensione fisica di Laboratorio Donnae si realizza negli appuntamenti periodici, aperti a donne provenienti da diverse esperienze, oltre che da città diverse. Ad ogni appuntamento ci riconvochiamo per la volta successiva e decidiamo se darci una traccia su cui riflettere e anche come e dove ritrovarci
    La scommessa di Laboratorio Donnae è stata, fin da subito, immaginare che tra un appuntamento e l’altro, grazie alla “vicinanza” tra noi, chi avesse un sogno, un progetto, un’idea trovasse nelle altre la forza necessaria per realizzarlo. Poteva essere un progetto che riguarda il lavoro, la vita o la politica, non ha importanza; importa invece la consapevolezza del proprio desiderio. La narrazione di quanto accade tra un appuntamento e l’altro diventa materia su cui pensare e discutere.
    Gli appuntamenti Donnae sono diventati l’occasione per quante cercano una dimensione femminista, collettiva; l’accesso per quelle donne che, pur non avendo conosciuto il femminismo degli anni settanta, sono consapevoli di avere una storia alle spalle – una genealogia – e desiderano farne parte, ma non sanno come fare.
    Dalle parole delle presenti è emerso con evidenza come il protagonismo femminile percorre vie non convenzionali e non più riconducibili ad un’unica appartenenza. Il femminismo, oggi più di ieri, non si può rappresentare come un monolite; è stato sempre costituito da una molteplicità di pratiche e di rappresentazioni. Oggi è diventato, per così dire, molecolare. Anche grazie al web.
    Laboratorio Donnae ha assunto questo dato come un fatto nuovo e imprescindibile per fare politica. Questo significa rileggere i tentativi fatti, anche nel passato recente, di avviare progetti politici unitari, aggreganti. Ciclicamente la politica delle donne torna sull’idea che l’essere tante e unite ci renda più forti, più visibili, più contrattuali. Tutte insieme però non funziona in base a modelli organizzativi e non funziona se finalizzato a politiche di parte.
    Funziona – accade – quando una/alcune trovano le parole giuste, si dimostrano capaci di raggiungere il cuore e la testa delle donne. Questo determina l’egemonia e la circoscrive.
    La volontà di stare su di sé nella vita come nella politica, la titolarità rivendicata con passione in questi giorni a Pesaro non riguardano solo noi, ma tante più donne. Titolarità e libertà sono sorelle e non sopportano l’uso sconsiderato dei corpi, del tempo e delle risorse. A cominciare da noi.

    Leggi tutto, http://laboratoriodonnae.wordpress.com/2013/06/03/femminismo-molecolare/

  11. Monica Lanfranco 9 luglio 2013 a 14:20 #

    ciao, vi trasmetto l’invito al seminario annuale di Altradimora (Officina dei saperi femministi) che quest’anno è dedicato al tema della politica. Dal momento che si svolge a settembre dal 6 all’8; sarebbe interessante vedersi anche qui, in previsione di ottobre; nel frattempo abbiamo fatto anche un piccolo incontro a Imola con alcune delle partecipanti al seminario di settembre che abbiamo documentato audio e video su http://www.radiodelledonne.org
    Ecco l’invito,scaricabile anche dal sito http://www.altradimora.it:

    ALTRADIMORA – OFFICINA DEI SAPERI FEMMINISTI – MAREA
    Sesto incontro annuale

    POLITICA, SOSTANTIVO FEMMINILE

    ALTRADIMORA Caranzano (AL) – 6,7,8 SETTEMBRE 2013

    DI COSA PARLEREMO

    Forse, quando nel settembre 2012 all’ultimo seminario di Altradimora su Storia delle donne/storia di donne abbiamo deciso che l’appuntamento del 2013 sarebbe stato sulla politica eravamo, al solito, preveggenti, ma una situazione così complessa, difficile e a tratti inquietante, almeno per alcune di noi, non era attesa.
    Una delle difficoltà più grandi che ha incontrato l’analisi sulla politica di molti gruppi e singole femministe è stata quella di parlare spesso una lingua lontana e criptica, e di sottovalutare che da oltre due decenni non era più chiara, nella realtà come nella percezione di essa, la differenza tra la politica e i partiti.

    Una delle parole, e dei concetti, maggiormente usate dal fraseggio femminista è stata estraneità: un atteggiamento chiarissimo e puntuale, che però ha contribuito a isolare le femministe e le attiviste, facendo emergere da una parte soggettività femminili neutre (a destra ma anche a sinistra) e dall’altra spingendo l’onda che sembrava riemersa con Snoq, (dopo Usciamo dal silenzio e il ritorno in pista dell’Udi), nella risacca del trasversalismo, propugnando la sacrosante presenza femminile in ogni dove, ma senza dire quale segno di femminile e di politica femminile fosse necessario. Una posizione che, con brutta ma efficace parola, è stata chiamata donnismo: più donne basta che siano donne, senza ragionare su cosa, e come, queste donne vanno a fare, dire, disfare e proporre.

    Rispetto ad altri paesi europei è sembrata impossibile anche solo da pensare e da ragionare la proposta di una lista solo di donne (e di femministe), anche senza configurarsi come un partito, o comunque rompendo la logica del legame stretto e necessitante con le strutture tradizionali: al grande incontro di Paestum, che poteva essere uno dei luoghi dove ragionarne, non è emerso molto su questo.

    Ora, con l’imperare della antipolitica come sinonimo del rifiuto rabbioso non tanto dei partiti, ma della politica stessa come luogo dove si elaborano insieme le priorità, i bisogni e i desideri delle donne e degli uomini che abitano e danno corpo alla cittadinanza, l’emergenza è quella di ritrovare senso. Intanto di tornare a fare e a dire della politica come politica delle donne.

    Trovare ponti verso le donne, anche più giovani ma non solo, che oggi sono dentro alla politica (nei movimenti come nelle istituzioni) ma che non hanno la percezione dell’importanza della differenza di genere, e sono formidabili portatrici d’acqua nel mare della neutralità.
    Ponti per arginare l’ennesima cancellazione non solo delle donne come corpi, ma come intelligenze e visioni lontane e antitetiche a quelle del patriarcato.
    Ponti, iniziative e pratiche che formino, anche, le e i giovani alle priorità della politica: non solo, giustamente, diminuzioni di stipendio al parlamento, ma anche rinarrazione sistematica della storia dei diritti e delle analisi dei femminismi.

    COME NE PARLEREMO

    La modalità dei nostri seminari è quella circolare e non frontale, e prevede facilitazioni introduttive per offrire stimoli a chi partecipa per poi condividerli nella discussione collettiva. Le facilitazioni sono filmate e poi rese disponibili e scaricabili al sito http://www.radiodelledonne.org

    PROGRAMMA

    Venerdì 6 settembre: dalle 18 arrivo partecipanti, cena e video

    Sabato 7 settembre: dalle 8,30 colazione, inizio seminario 9,45 fino a 13,30
    Buffet
    Dalle 15 alle 19,30 seminario
    19,30/20,30 attività per il benessere
    21 cena

    21,45 LISISTRATA – spettacolo teatrale della Compagnia teatrale STREGATTI

    Domenica 8 settembre: dalle 8,30 colazione, inizio seminario 9,45 fino a 13,30
    14 Buffet e saluti

    PRIMA DEL BUFFET FINALE: MERCATINO LIBERATO
    Portate da casa oggetti usati: vestiti, libri, accessori da barattare.
    Li scambieremo divertendoci!

    Chi abbiamo invitato a fare gli interventi di apertura e facilitazione al dibattito, per consentire di fornire elementi per la discussione comune a partire dalle loro esperienze politiche glocal:

    Paola Lanzon, Presidente Consiglio comunale, Imola
    Daniela Dioguardi, Udi, Palermo
    Valentina Bazzarin, ricercatrice precaria Bologna
    Adriana Nannicini, femminista, psicologa, Milano
    Antonella Cunico, Femminile plurale, Vicenza
    Erminia Emprin Gilardini, Altradimora/Marea, Corciano
    Cecilia Cortesi Venturini, consigliera di parità, avvocata, Parma
    Laura Cima, Laboratorio politico, Torino
    Rosangela Pesenti, Udi, Gruppo Sconfinate Romano di Lombardia
    Annamaria Sarzotti, Donne in movimento, Val Susa

    Sistemazione:

    – Stanze casa principale da 2/3/4 posti letto con bagno al piano con colazione, fino a esaurimento (20 €).
    – Posti letto in dependance (accanto alla casa principale) in grande spazio comune, con bagno e con colazione (15 €).
    – Posti tende (tre a disposizione e altre da portare: 5 € a notte con colazione)
    Cene e pranzi vegetariane a buffet 10 €, merenda gratuita
    Spettacolo LISISTRATA a offerta libera
    Quota di partecipazione per tutte 10 €

    Gradite, se possibili, bottiglie di vino e dolci da condividere

    ABBIAMO MANTENUTO I PREZZI BASSI DEL 2012 PER CONSENTIRE A CHI FOSSE IN DIFFICOLTA’ ECONOMICA IN QUESTA FASE DI POTER CHIEDERE UNO SCONTO.

    SE CI SONO PROBLEMI DI INTOLLERANZE ALIMENTARI SEGNALARLO ENTRO IL 25 AGOSTO

    Come arrivare:

    In treno la stazione d’arrivo è Acqui Terme, (8 km da Caranzano) oppure Cassine (4 km da Caranzano). Facendo sapere per tempo l’orario di arrivo organizziamo navette.
    In auto da sud si esce a Alessandria e si prende per Acqui Terme, Rivalta Bormida poi Cassine, e al bivio si gira per Caranzano. Da Nord, si esce a Ovada, poi verso Acqui, Rivalta e poi Cassine. La casa è subito dopo la chiesa.

    Prenotazioni (entro il 25 agosto) e informazioni:
    Monica Lanfranco 347 0883011 monica.lanfranco@gmail.com
    Laura Guidetti 333 3444869 lauraguidetti@aliceposta.it
    http://www.altradimora.it http://www.mareaonline.it
    http://www.radiodelledonne.org

  12. Laura Cima 9 luglio 2013 a 09:22 #

    Carissime, vi ringrazio per la lettera che firmo, perchè in gran parte condivido nonostante sia entrata nei settanta,a dimostrazione che la ricerca della libertà femminile è ormai trasversale a più generazioni.I temi proposti per i laboratori mi sembrano troppi e carenti nella dimensione molto attuale di politica/democrazia/potere/rappresentanza/appartenenza/trasversalità che ci permetterebbero di confrontare valutazioni e pratiche nel contesto dell’attuale fase/crisi politico economica.Ad esempio come valutiamo il lavoro dei tavoli intorni a sindaci che si speravano nuovi come a Milano e a Napoli? Oppure la relazione con le numerose donne elette anche in movimenti e non solo in partiti? E gli uomini, e quali, sono invitati e come?
    Approfondiremo nel laboratorio politiche in-differenti di Torino e ad Altra dimora in settembre. fateci sapere se ci saranno incontri preparatori a cui partecipare. Buon lavoro a tutte noi Laura Cima

  13. Valentina S. 7 luglio 2013 a 18:24 #

    Grazie del lavoro svolto!
    Un solo appunto: trovo scorretto impostare il discorso sulla prostituzione, già così delicato nel femminismo, dividendolo in “tratta” e “sex work”, come se tutte dovessimo ritrovarci nella definizione di prostituzione come “sex work”. E come se nella realtà ci fosse una distinzione manichea e non un’industria che spesso si giova della normalizzazione della prostituzione come lavoro uguale agli altri per occultare tratta e violenza. Mi sarebbe sembrato più democratico proporre un unico punto, tipo prostituzione, tratta, sex work, aperto alle diverse definizioni della questione che ciascuna volesse dare. Grazie.

  14. maria luisa boccia 7 luglio 2013 a 15:23 #

    care la lettera di invito a paestum 2013 mi piace e la firmo volentieri. condivido la scelta di mettere al centro la “voglia di libertà”, anzi io avrei scelto questo come titolo. una voglia che si esprime innanzitutto nel rifiuto della “donna”m come astrazione, direi meglio costrutto della cultura maschile che ci riduce a un’identità e ad un gruppo omogeneo. il genere è questo e oggi prende forma e corpo sia nella riproposizione aggiornata della donna vittima, nei discorsi sulla violenza e sul femminicidio, sia nella valorizzazione del femminile nell’economia di mercato come in quella della cura. l’una e l’altra rappresentazione negano la libertà femminile, anche quando si appropriano, stravolgendo, di contenuti e saperi delle donne, e delle femministe.
    sono d’accordo sulla necessità di riconoscere pluralità e differenze. ma dovremo confrontarci a fondo su come evitare il duplice opposto rischio: quello della frammentazione e quello dell’identità collettiva, o come vogliamo chiamarla, in cui si traduce l’esigenza di costruire/ritrovarsi in una dimensione comune.
    d’accordo infine sull'”economia delle relazioni”, aspetto di sapere come dare il mio contributo al fondo. non mi convince invece l’indicazione dei temi per i laboratori. troppo ampia, e questo fa risaltare ancora di più i vuoti, ad esempio della cura dell’ambiente, come leva per una differente convivenza ed economia, o ancora dei “beni comuni”, definizione per me problematica, ma al centro di tante esperienze e riflessioni, o del rapporto tra democrazia e politica, tema per me centrale. non sono aggiunte, al contrario, segnalo questi vuoti per mettere in evidenza che dovremmo, nella prima riunione confrontarci su come aggregare i temi, per non disperderci in troppi gruppi di lavoro. forse aiuterebbe prevedere degli incontri prima di paestum, lì dove si vuole e si può fare, penso che roma potrebbe essere una delle città. arrivederci apresto, buona estate e buon lavoro a tutte maria luisa boccia

  15. Livia Napoleoni 6 luglio 2013 a 13:33 #

    Carissime, grazie per l’invito. Farò del tutto per esserci. Mi devo prenotare fin da ora? E’ necessario presentare un paper o si tratta di un workshop? Livia Napoleoni

    • redazionefemminileplurale 8 luglio 2013 a 09:20 #

      Cara Livia, per partecipare ai laboratori non servirà nessun paper, la struttura del lavoro sarà orizzontale, così come nelle plenarie. Riguardo alle prenotazioni, sì, è bene prenotare fin d’ora treni e alloggi! Ti rimando alle informazioni relative agli hotel convenzionati (qui: http://bit.ly/12qnqxb) e a quelle logistiche qui: http://bit.ly/16iqgpj) A presto e grazie a te, Chiara Melloni

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