Mediazione mirata

11 Lug

di Laura Giordano

Carissime,

leggo che è stata trovata una mediazione interessante rispetto alla partecipazione degli uomini a Paestum: chi lo desidera inviterà gli uomini con cui è in relazione e ha un percorso politico, basato sulle relazioni di differenza, che desidera condividere. Mi pare un’ottima mediazione perché anche se ho incontrato il femminismo non da molto anch’io ho vissuto questa esperienza con Intercity intersex di cui hanno parlato Sara e Laura nell’incontro alla Libreria delle donne lo scorso fine settimana.

Sono favorevole perché so per esperienza che questa può essere un’occasione di scambio importante, di scambio con uomini che hanno un percorso di riconoscimento della differenza femminile e che sanno qual è l’importanza del femminismo e dei traguardi grazie ad esso raggiunti essendo questi uomini con cui siamo in relazione e con cui condividiamo una pratica politica di lunga data. La richiesta non parte da loro ma noi possiamo farla perché conosciamo il loro desiderio: esserci in un luogo politico importante.

Le donne di Femminile Plurale nel loro intervento parlano di donne che grazie all’incontro di Paestum del 1976 hanno trovato un luogo per “sfuggire al controllo di mariti, padri, fratelli”. Sono d’accordo con loro, a quel tempo quel luogo poteva avere quel significato, ma penso anche che in questi anni il lavoro di molte donne abbia permesso di raggiungere nuovi traguardi, una maggiore libertà, una maggiore consapevolezza e conoscenza di sé. Tutto questo partendo dalla relazione tra donne, mettendo al mondo la libertà femminile, come libertà relazionale e non individualista. Una libertà che ognuna raggiunge tra donne ma poi può rigiocarsi in tutti i luoghi del suo quotidiano, luoghi dove ci sono anche gli uomini. Riconoscere che il patriarcato è finito, non vuol dire pensare che non ci siano altre lotte da sostenere e affrontare, anzi la violenza maschile può diventare ancora più forte nel momento in cui incontra la libertà femminile, ma ora noi donne grazie al femminismo possiamo puntare sulla forza delle relazioni fra donne e trovare in questa la chiave per affrontare tutto questo. Il lavoro che alcuni di questi uomini hanno fatto sulla violenza sulle donne è un lavoro interessante, che ha messo al centro le pratiche delle donne, il partire da sé, dalle relazioni, per arrivare a mettere in discussione tutto il sistema patriarcale. È un lavoro significativo che si è diffuso moltissimo tanto che all’incontro organizzato da maschile plurale a Roma diversi gruppi in tutta Italia hanno raccontato come si stanno mettendo in gioco su i livelli più differenti. Questo tipo di lavoro va valorizzato, ma non solo, ci interroga perché ci siamo rese conto che solo se ci sono relazioni significative tra uomini e donne questo lavoro ha la possibilità di trovare orizzonti ampi.

Penso che la presenza di questi uomini a Paestum possa inoltre essere un’occasione per vedere che c’è altro. Ho partecipato a Paestum l’anno scorso, ho sentito molta passione politica legata sicuramente al fatto di trovarsi in un luogo di donne dove si parlava e ci si relazionava con altre donne, partendo dalle pratiche del femminismo. Sono certa che questa energia e vitalità politica non si spegnerà ma anzi può crescere vedendo che ci sono uomini che assumono con serietà le nostre pratiche, le relazioni con le donne, mettendo in discussione radicalmente la loro vita.

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2 Risposte to “Mediazione mirata”

  1. gian andrea franchi 12 luglio 2013 a 14:38 #

    Io non ritengo particolarmente interessante la partecipazione di sparuti gruppi di uomini a Paestum, in occasione di un rilancio del movimento delle donne in italia. Opportuno sarà l’incontro quando anche gli uomini avranno creato un certo livello di movimento sulla questione centrale di sesso e di genere della politica, cosa che oggi non c’è. Non è questione di preparazione e di impegno individuale, qui, ma di capacità di creare una collettività per cui il lavoro è quasi tutto da fare Gian Andrea Franchi
    gianandreafranch

  2. redazionefemminileplurale 11 luglio 2013 a 12:45 #

    Ciao Laura, sinceramente non capisco di che “ottima mediazione” parli… Come vedi ne si sta ancora parlando, nel tuo così come in altri articoli. Per esempio Elvezio, un uomo, ha scritto poco fa: “dovessi essere io a scegliere, credo che sceglierei per l’esclusione [degli uomini da Paestum, nota mia], con difficoltà e qualche disagio e dubbio, ma sceglierei l’esclusione. Ci sono, come è stato fatto notare, altri spazi e altre occasioni di confronto e sì, mi sembra importante avere spazi e momenti esclusivamente femminili”.
    La questione, come vedi, è aperta, non mediata. Ciao,
    Chiara Melloni

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