Alcune riflessioni sulla lettera d’invito per Paestum 2013 e alcune proposte per i laboratori

15 Lug

di Stefania Tarantino

Dopo Paestum – Napoli

Il 10 luglio ci siamo incontrate a Napoli – per il nostro appuntamento mensile del gruppo che si è formato in seguito all’incontro nazionale di Paestum 2012 – per discutere della lettera d’invito all’incontro di Paestum 2013. Il punto su cui ci siamo maggiormente soffermate è stato quello relativo al rapporto tra libertà femminile e condizioni di vita materiale. È emersa subito la necessità di fare chiarezza su questi due ambiti della vita che non sono immediatamente sovrapponibili.

Certo, è vero che le condizioni materiali incidono inesorabilmente sulle nostre vite, ma è anche vero che il desiderio di libertà è radicato, prima che nelle condizioni materiali di vita, nel nostro corpo e nella nostra anima. Ci siamo dette che la libertà non equivale né alla liberazione, né all’emancipazione.

Oltre a ciò, nella discussione è emersa anche la necessità di non essere schiacciate totalmente dall’attualità, dalla pesantezza dell’oggi. Vorremmo una parola “inattuale” e “inedita” sulla libertà. Sappiamo che questa parola, così abusata, è molto complessa perché riguarda una pluralità di dimensioni. Ogni schematismo non fa che ridurre le questioni all’osso, quando invece si tratta proprio di rilanciare la molteplicità delle differenti e irriducibili dimensioni. La posta in gioco sta per noi nella capacità di porsi proprio in quel punto sensibile tra libertà e vita materiale, tra simbolico e fattuale, senza separarle ma neanche sovrapporle. Questo sarà sicuramente un argomento che amplieremo ulteriormente nell’incontro di Paestum 2013.

Infine, riguardo le tematiche dei laboratori, ci sono subito apparsi troppi ed è venuta fuori una proposta di alleggerimento/accorpamento di alcune tematiche. Dopo un lungo e appassionato dibattito, proponiamo di tenere insieme “sessualità-autodeterminazione-aborto”; al posto di “maternità non maternità”, proponiamo “La genealogia tra madri e figlie: essere madri o non esserlo”; così come proponiamo un accorpamento del tema della violenza e del femminicidio a quello della tratta (“Violenza-femminicidio-tratta”).

Firmiamo la lettera perché per noi, che abbiamo continuato a vederci dopo l’incontro nazionale del 2012, Paestum ha generato fiducia in un modo di fare politica completamente fuori dagli schemi e perché abbiamo sentito che questo essere fuori dagli schemi ha creato uno spostamento inaspettato della nostra stessa soggettività politica.

Ci rivedremo a Napoli il 22 luglio 2013 alle ore 17.30 presso la Società di Studi politici (Via Monte di Dio, 54).

Buon lavoro a tutte, buona estate e arrivederci a Paestum!

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Una Risposta to “Alcune riflessioni sulla lettera d’invito per Paestum 2013 e alcune proposte per i laboratori”

  1. Barbara Cassinari 24 luglio 2013 a 13:05 #

    Cara Stefania, mi ritrovo nelle vostre proposte. Nell’idea di accorpamento dei laboratori e soprattutto nel discorso sulla libertà che, come scrivi, “è prima di tutto radicata nella nostra anima”, prima ancora che nelle condizioni materiali. Diamo respiro a questa bella parola! Io verrò a Paestum con questo desiderio, per tornare più consapevole e più libera di poter continuare a perseguire il mio percorso di donna. Buona estate! A presto 😀

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