La Costituzione italiana e noi

18 Set

di Imma Barbarossa

 

Care tutte, nel Parlamento italiano, in particolare nel Senato della repubblica, le larghe intese si avviano a mettere a soqquadro la carta Costituzionale del 1948, già sconciata da ripetute manomissioni più o meno indecenti e ‘salvata’ nella sostanza da un miracoloso referendum popolare.

Oggi in Senato le larghe intese intendono rendere più agevole manomettere la Carta e mettere tutte le possibili larghe intese al riparo dalla partecipazione popolare che potrebbe,ancor più miracolosamente,salvare contenuti e senso della Carta medesima. Il che,in pratica,vuol dire che bastano gli accordi tra gruppi parlamentari (la cosiddetta pacificazione dell’emergenza) per cambiare addirittura la forma della nostra Repubblica, quella voluta da donne e uomini (più uomini che donne, ahimè) che salvarono la società italiana dal fascismo. La società italiana non tace: giuristi e giuriste hanno scritto e ora un gruppo di autorevoli uomini e una autorevole donna chiamano a raccolta il “popolo” della Costituzione contro il colpo di stato che si sta allestendo in Parlamento. In precedenza un quotidiano aveva raccolto molte migliaia di firme che andavano nella stessa direzione. Ci sarà una manifestazione, prima fissata per il 5 ottobre ,e poi per il 12, mi illudo perché i promotori e la promotrice si sono accorti di noi a Paestum.

Carissime, questo lungo preambolo mi serve per tirare fuori dalla mia memoria (e mi piacerebbe anche dalla vostra) il fervido e appassionato dibattito che ci vide impegnate negli anni Ottanta del secolo scorso nel centro Virginia Woolf e su alcune riviste femministe (ricordo,tra le altre, la proposta di Emma Baeri). Chiedo ovviamente scusa alle giovani nate a ridosso degli anni Ottanta, ma, visto che “siamo tutte femministe storiche”,un po’ di storia non guasta. Un po’ di storia ‘altra’,un minuscolo rigagnolo accanto al fiume delle canzoni delle gesta degli eroi, come dice splendidamente Kassandra. Ebbene, sì, si parlava di modifiche alla Costituzione, addirittura del ‘mitico’ articolo Tre, che oggi viene tanto citato: quel “tutti i cittadini …sono uguali davanti alla legge” evocato per sbugiardare donne e uomini che difendono senza pudore il caro leader,o “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale” citato per difendere la dignità di lavoratrici e lavoratori orribilmente minacciata, e via dicendo. Ebbene, quel “senza distinzione di sesso” ci pareva insopportabile per le nostre pratiche della differenza, come pure quella “famiglia…società naturale fondata sul matrimonio” dell’articolo 29. Chi di noi oggi si azzarderebbe a proporre di cambiare la Costituzione? Chi oserebbe? Eppure… In una popolare trasmissione televisiva a quiz veniva chiesto ad una concorrente quale parola fosse assente dalla Carta: venivano elencate quattro parole,tra cui “donne” e “sesso”. La concorrente ritenne disdicevole la presenza in un così autorevole testo della parola “sesso” e rispose appunto “sesso”. In realtà la parola assente è donne, sussunta da ‘cittadini’ e da ‘uomo’. Un testo dunque pensato da uomini, scritto da uomini,approvato anche da donne il cui contributo, meritorio e prezioso, andò nel senso della tutela e della uguaglianza. Tutto questo discorso, carissime, per dire che il contesto in cui ci troviamo ad agire le nostre pratiche è melmoso, vischioso, rischioso. Forse la discussione sui principi della convivenza civile e sulla forma della repubblica ha bisogno del contributo (e del conflitto) delle donne.

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: