Mama-non-mama

24 Set

di Lia Scalici

Per un coito consapevole e consenziente

Vademecum pratico di orientamento nel complicato mondo della riproduzione umana

Nota al testo: i soggetti di sesso indeterminato o di entrambi i sessi sono indicati con l’uso del femminile universale neutro

1. Entrambe vogliono concepire. Concepiscono.

2. Entrambe non vogliono concepire, quindi ricorrono alle precauzioni esistenti e/o a una soluzione drastica.

3. Lei desidera una figlia a prescindere dal donatore. Si può ricorrere al sesso occasionale o all’inseminazione artificiale, lei si fa carico del necessario al mantenimento della figlia e nessuna pretesa di riconoscimento da parte del donatore.

4. Lei non lo vuole, lui sì: lui si attacca ….

5. Lei lo vuole, lui no.

a. Se il coito è avvenuto senza le dovute precauzioni, entrambe consapevoli del rischio, prevale la decisione della donna. L’uomo, oltre al dovuto riconoscimento, deve contribuire al valutato mantenimento. La donna decide in caso di disponibilità se e quanto rendere partecipe il geni(dona)tore alla crescita.

b. Il coito era sotto protezione, indice di volontà non procreativa, ma di fronte al concepimento accidentale lei cambia opinione e vuole proseguire la gravidanza. In questa circostanza il portatore del liquido seminale non è tenuto al riconoscimento e provvede al solo valutato mantenimento in percentuale non inferiore al rischio previsto dalla protezione adottata.

c. Lei carpisce con l’inganno il liquido seminale (esistono svariate modalità per questo, non ultima la quasi totale incapacità dell’uomo di resistere alla seduzione di una qualsivoglia donna), lui non deve nulla.

6. Lei subisce un’indesiderata deposizione di liquido seminale (soggiogata, plagiata, violentata, stuprata…). Per gli ultimi due casi, carcere certo e sequestro dei beni che vanno a lei. Per i primi due si valuta a seconda del grado di soggiogamento o di plagio. In tutti i casi, per la gravidanza decide tutto lei, insindacabilmente.

 [Pubblicato da anoma_lia57 a 06:08 – Etichette: grazie a silvia per la supervisione]

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4 Risposte to “Mama-non-mama”

  1. sere 25 settembre 2013 a 22:23 #

    O io non ho capito il senso di questo post, o questo post un senso non ce l’ha.

    • Silvia 26 settembre 2013 a 09:04 #

      Il senso è umoristico, ovviamente, ma è anche quello di iniziare una riflessione che affronti il discorso del desiderio di maternità senza subordinarlo sempre e comunque alla necessità di una coppia o della presenza di una figura paterna nella vita del/la figlio/a: quelle figure paterne che vengono invocate con alte strida quando non ci sono, ma che quando ci sono si lasciano libere di seminare violenza e terrore in famiglia senza lanciare altrettanto altre strida contro la loro nefasta presenza…
      Si vuole anche fare un minimo di ironia sulla tendenza di alcune donne a volere che un uomo si assuma a tutti i costi un ruolo paterno verso la prole da lui non voluta e voluta solo da lei.
      Senza niente togliere ai padri che vogliono esserci.

  2. il ricciocorno schiattoso 25 settembre 2013 a 15:15 #

    Sinceramente, non ho capito il messaggio di questo post. E’ ironico? Scherzoso? Surreale? O semplicemente ci offre un punto di vista squisitamente antifemminista?
    Che genere di provocazione è il “femminile universale neutro”?
    “Se il coito è avvenuto senza le dovute precauzioni, entrambe consapevoli del rischio, prevale la decisione della donna. L’uomo, oltre al dovuto riconoscimento, deve contribuire al valutato mantenimento. La donna decide in caso di disponibilità se e quanto rendere partecipe il geni(dona)tore alla crescita.” questo ha tutta l’aria di un attacco alla 194, e il contenuto mi sembra particolarmente affine al contenuto del “Manifesto dei padri” http://www.claudio-rise.it/documento_per_il_padre.htm

    • Silvia 26 settembre 2013 a 09:17 #

      Proposta: fatti un caffè e poi rileggi.
      Rispetto al manifesto di Risé, siamo agli antipodi: nel post si dice che, in ogni caso, decidono le donne. Il virgolettato che citi è semplicemente un invito agli uomini a servirsi di precauzioni adeguate se non vogliono procreare, e se non lo fanno a risarcire i danni.
      Comunque sì, è anche ironico e scherzoso.
      E no, non è affatto antifemminista, se per “femminista” intendi la libertà femminile e non fare meccanicisticamente il contrario di quello che le tradizioni impongono : cioè se la tradizione vuole che le donne siano madri per forza, allora bisogna abortire altrettanto per forza.
      No, non c’è attacco alla 194, ma ci si interroga su cosa succede quando il figlio o la figlia la si vuole tenere in una situazione non canonica.
      Il “femminlie universale neutro” significa usare il femminile quando si parla di entrambi i sessi: di norma è il contrario, si usa il maschile universale neutro.

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