Giovani Comuniste/i – Perché ci saremo

27 Set

di Manuela Grano

Riteniamo oggi come ieri fondamentale poter trovare uno spazio condiviso in cui incontrarsi e far incontrare le conoscenze ed il bagaglio di storie che ogni movimento porta con sé, così da poter proseguire una discussione ed un dibattito attorno a temi che ancora necessitano di una profonda riflessione. Per questo motivo siamo qui, siamo qui come giovani donne, ma soprattutto come giovani donne comuniste, per portare come contributo a questa discussione anche la nostra storia e le nostre lotte; perché sentiamo forte l’esigenza di arrestare il declino materiale e culturale in cui siamo precipitati in vent’anni di governi reazionari; perché vogliamo provare con tutte voi ad immaginare e costruire una società diversa, un modo diverso di concepire le relazioni tra i sessi, non più basato sulla prevaricazione di un sesso, quello maschile, sull’altro.

In una società in cui i diritti vengono sacrificati sull’altare del profitto, le donne continuano ad essere uno tra i soggetti maggiormente esposti all’aggressività del sistema capitalistico di produzione e della sua attuale crisi. Le politiche di austerity portate avanti dagli ultimi governi, hanno avuto come effetto l’espulsione dal mercato del lavoro di migliaia di donne impiegate nei settori produttivi e nei ruoli più precari, e la realizzazione di un welfare a costo zero, tutto caricato sulle spalle delle famiglie e in modo particolare sulle donne, oppure sul lavoro di riproduzione, misconosciuto e sottopagato, delle donne migranti.

Il peggioramento delle condizioni materiali di vita di milioni di donne e la loro crescente subalternità economica e sociale costituiscono, inoltre, il terreno fertile su cui cresce la violenza maschile contro le donne, per questo riteniamo fondamentale svelare e scardinare il nesso tra lo svantaggio economico, sociale e politico delle donne e la violenza di genere.

È in questo momento, quando gli attacchi all’autodeterminazione e ai diritti delle donne si fanno sempre più gravi che è importante trasformare l’indignazione e la rabbia in un impegno diretto, in una mobilitazione permanente, perché ad essere in gioco è la cittadinanza in un Paese e in un futuro migliore per le donne, ma anche per gli uomini.

Abbiamo di fronte a noi un cammino impegnativo fatto di battaglie politiche per contrastare, senza ambiguità, questo sistema capitalistico, che ha bisogno, per la sua stessa sopravvivenza, di creare divisioni e di collocare le donne nei gradini inferiori delle gerarchie interne alla forza lavoro. E, ancora, un cammino fatto di battaglie culturali, per scardinare gli attuali rapporti di potere tra i sessi, entro cui la violenza maschile viene esercitata, e per decostruire immaginari e pratiche che puntualmente ci ripropongono una concezione della donna come soggetto violabile, ovvero come oggetto di dominio.

Per questo saremo a Paestum, perché pensiamo che sia importante ritrovare la capacità di costruire con passione e creatività momenti di elaborazione politica e di confronto, che arricchiscano il movimento e creino le basi per le lotte che abbiamo davanti. Saremo a Paestum perché pensiamo che il cammino verso una società diversa, basata sulla dignità del lavoro e sulla giustizia sociale, non possa che ripartire anche dalle donne e dalla loro partecipazione alle scelte sul come, cosa, perché, per chi produrre e in primo luogo sul come riprodurre le condizioni stesse del nostro stare al mondo come specie umanamente riconoscibile.

 (Manuela Grano è Responsabile nazionale Diritti Giovani Comuniste/i)

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3 Risposte to “Giovani Comuniste/i – Perché ci saremo”

  1. mariella fabbris 30 settembre 2013 a 09:27 #

    Ciao Paestum 2013
    pronta a partire, per raggiungervi , nel gruppo Autogoverno come pratica politica , portavoce di un gruppo che festeggia il decennio 2015- in un attività teatrale abbastanza unica , originale e continuativa, che abbiamo intitolato “ “non mi arrendo, non mi arrendo”
    con 60 donne anziane e giovanissime, per ogni anno passato ,ha raggiunto un cerchio di un centinaio di persone attive nel sociale, nei partiti, nei sindacati… più di un migliaio di donne , entrate e uscite dalla scena, quella della vita sociale e teatrale. Capaci nel tempo, grazie a questa esperienza, di costruire relazioni tra donne di età diverse, e origine e formazione culturale e politica diversa.Il progetto in continuo divenire ha costruito nel tempo importanti riflessioni , partendo dalla memoria della “Resistenza- esistenza” quotidiana, in cui ci riconosciamo anche oggi. In altri due anni di lavoro di laboratorio, nasce il primo spettacolo, e le donne che salgono sul palco, narratrici delle proprie esperienze, insieme alle professioniste del teatro. Per altri due anni circa ci siamo dette e confrontate, studiate,conosciute, individuando le nostre potenzialità , sul tema Lavoro, come e quanto il mondo del lavoro è cambiato, dei “diritti conquistati e da riconquistare” .
    E ancora per altri anni, ad organizzarci le tante repliche nei Teatri, Associazioni, sale culturali e sociali, abbiamo maturato la necessità di raccontare il “corpo che cambia”, con l’importante contributo della ginecologa e scienziata Gioia Montanari e ricercatrice Viky Franzinetti in un confronto generazionale sempre più approfondito, con le giovanissime che cresciute all’interno del progetto teatrale , diventano sempre più consapevoli e grate di confrontarsi con le anziane, per trovare coraggio e conforto e costruire nuove visioni del mondo.
    Link in cui si può vedere uno degli spettacoli , in seguito la citazione dalla pubblicazione :“non mi arrendo! un teatro di donne, memorie, lotte e diritti” .

    https://www.youtube.com/watch?v=9BNWc5_rwwM – video -Non mi arrendo, non mi arrendo.

    Non mi arrendo, non mi arrendo! di Mariella Fabbris su … – UnDo.Net
    http://www.undo.net/it/magazines/1333648471‎
    Non mi arrendo! Non mi arrendo! – di Mariella Fabbris / The coast of utopia – di Olga Gambari / Il teatro delle donne
    http://www.artesera.it/index.php/blog/article/non_mi_arrendo_non_mi_arrendo

    Salute, donne! – il corpo che cambia nelle fasi della vita.
    Gli spettacoli sono l’esito di un delicato lavoro di ascolto condotto nei laboratori
    teatrali dove “ogni donna è portatrice di un modo diverso di raccontare …..Si raccolgono le voci , i gesti, le difficoltà e lo stupore di fronte alla memoria che dilaga , straripa, si colora , si mischia e inciampa nell’uscire fuori , quasi a sottolineare quanta fatica e insieme quanta passione comporti il gesto di ricordare e ripensare a ciò che in altri tempi si è dovuto affrontare” (“Non mi arrendo, non mi arrendo!” a
    cura di Roberta Gandolfi Università di Pavia- C. Pedrazzoli circuito teatro Piemonte –
    “……..”una straordinaria avventura creativa, un percorso collettivo di scambi, cultura, ricordi ” rappresentati “attraverso i corpi e le voci delle protagoniste” e fatte diventare teatro, grazie alla guida delle registe/ curatrici :
    Gabriella Bordin, Mariella Fabbris, Rosanna Rabezzana , Elena Ruzza.
    Il Progetto, per la parte dedicata al “Corpo che cambia” ha vinto nel Dicembre 2012 il “Premio per l’anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni” conferito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero per la cooperazione internazionale e l’integrazione.
    Quest’anno è iniziato un nuovo percorso di riflessione, con ancora più grinta , grazie alle conferme continue, di un pubblico che entra in massa, nei teatri , e di una parte delle istituzioni, che trovano parole importanti per dire che il “teatro delle donne” va lontano, diffonde idee, smuove le coscienze..E’ un modo schietto e determinato di fare politica.
    Ci siamo chieste con le donne dello Spi – Cgil Coordinamento Donne :
    cosa è Potere,Quando hai esercitato potere nella tua vita…Quali modelli di donne , nel pubblico e privato , hai incontrato che gestiscono potere,Rapporto con il denaro …Strategie per esercitare il potere,Come vivo nei conflitti? Tra uomini e donne, tra donne e donne,Se fossi il Presidente , quali priorità ,Il Potere quali ricadute, quali mancanze…cosa sei riuscita a fare grazie al tuo potere…
    ..pronte a ragionare, insieme!! Penelopi, Antigoni, Alcesti, Cassandre…Diotime!!
    abbiamo costruito, in questo lungo percorso artistico e sociale, una dimensione del confronto, fatto di fiducia reciproca,di piccole felicità che ci hanno nutrite, alimentando altri ‘modi del fare’, potenziando le diversità ,per essere pronte,non solo ad entrare ed uscire dalla scena teatrale, ma per affermarci in questa scena sociale, trovare le parole e dire con la nostra voce!! quale mondo sogniamo!! Per entrare nei luoghi di potere? O costruire nuovi luoghi, nuove stanze dei bottoni?
    Mariella Fabbris 348 57 47 393

  2. Ambra mangani 27 settembre 2013 a 12:49 #

    Ciao Manuela, posso condividere il contenuto che manifesta un pensiero ormai acquisito dalle donne consapevoli della società in cui oggi e mi fa molto piacere l’uso del linguaggio di genere della firma comuniste/i. Questo e’ un livello imprescindibile della lotta delle donne per il lo
    riconoscimento della loro autorevolezza. Un abbraccio. Ambra Mangani ” piu’donnepiu’palermo”

    • Mari 2 ottobre 2013 a 18:50 #

      Anche perché il coordinatore dei Giovani Comuniste/i è un gran bel ragazzo, oltre che femminista!

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