Di ritorno da Paestum, una proposta

8 Ott

di Daniela Bertelli, Simona Cerrai, Letizia Del Bubba, Maria Pia Lessi, Paola Meneganti (Associazione Evelina De Magistris – Livorno)

Proviamo un profondo dolore per la tragedia di Lampedusa, ma vogliamo reagire perché non ci basta esprimere generica solidarietà. “Primum vivere” e “Libera ergo sum”, parole chiave dell’incontro nazionale delle donne a Paestum, ci dicono che essere cittadini e cittadine appartiene ai corpi vivi e desideranti e non ai corpi dei morti.

Per noi, non ci sono corpi che contano con diversa misura, perché la libertà non è astratta, è qualcosa di carnale. In questo senso, accettiamo l’invito di Fulvia Bandoli di fare incursioni in contesti che non appartengono alla nostra consueta pratica politica femminista. Per questo avanziamo a quanti e a quante si stanno preparando per la manifestazione a difesa della Costituzione e del suo articolo 3, la richiesta di mettere al centro l’abolizione della legge Bossi-Fini. Teresa Mattei, la più giovane delle madri costituenti, lottò perché fosse inserita l’espressione “di fatto” nell’articolo 3 comma 2 della Costituzione, che infatti recita “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza”. Di fronte ai corpi morti di uomini donne e bambini, ci sentiamo vicine alla sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini e a coloro che hanno prestato soccorso e chiediamo con forza l’immediata abolizione della legge Bossi-Fini. È uno sconcio, è sicuramente un pesante ostacolo che limita di fatto la libertà sancita dalla Costituzione. Riprendiamo le parole delle giovani “Femministe Nove” pronunciate a Paestum, il 5 ottobre scorso: “Siamo femministe storiche: il tempo presente ci fa orrore. Vogliamo agire per cambiarlo. Ognuna è responsabile della sua indifferenza”.

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7 Risposte to “Di ritorno da Paestum, una proposta”

  1. Laura cima 9 ottobre 2013 a 05:43 #

    Sono totalmente d accordo con la proposta di Fulvia bandoli, ripresa da molte. Un primo obiettivo di politica su cui mi aspetto un appoggio forte delle donne al governo e in parlamento a cominciare dalla ministra bonino

  2. annapacifico 8 ottobre 2013 a 12:58 #

    RagioneDonna propone
    LIBRO BIANCO PER LA REDAZIONE DI UNA “CARTA DEI VIVENTI”
    (si è invitati ad aggiungere articoli o a suggerire modifiche ai seguenti)

    Art. 1- La vita è uguale per tutti
    Questo primo punto si fonda sulla comprensione del flusso inesauribile di cui è capace la natura. Essa possiede una portentosa forza creativa, una costante capacità di adattamento e una fonte inesauribile di energia, tre doti, scientificamente sancite, necessarie affatto a tutti i viventi, di cui pure essi diversamente sono dotati e che esplicano in modalità differenti, eleggendo il principio della diversità a valore primario della vita. A questo punto si accompagna quello della comune esperienza del dolore: “Siamo tutti soggetti al dolore. Il dolore è dolore sia esso inflitto all’uomo o alla bestia” (1776 Humphrey Primatt)

    Art. 2 – Realizzare soluzioni armoniose
    I sistemi socio-politici ed economici devono svilupparsi secondo il concetto dell’armonia. La globalizzazione non dice più di tanto al mio sentire la vita, dal momento che credo non risolva né tanto meno comprenda la vita di tutti gli esseri viventi, ma piuttosto ingloba, entro lo schema umano dei monopoli, con pochi attori dominanti, ogni realtà, allo scopo di trarre per quei pochi sempre maggiori profitti. Le dispute tra partiti, ad esempio, acquisterebbero un senso se attivate sul piano di un comune senso di giustizia e di parità sentite, aggiungo, in quanto essenziali alla vita e non come meri principi giuridici. L’immigrazione e l’emigrazione dovrebbero scomparire come fenomeni costrittivi e di fuga per divenire casi di scelta individuale pensata e cosciente. I confini territoriali devono delineare aree culturali e di intese comunitarie non trincee.

    Art. 3 – Avversare ogni forma di violenza e di dominio
    Affinché questo bisogno possa essere sempre più ampiamente soddisfatto, sono necessarie la pace e la giustizia sociale, attuabili soltanto nel riconoscimento e nell’ascolto dell’altro e dell’ altra parte, ovvero, dei vinti, degli oppressi e degli ultimi, tra cui gli animali, disprezzati e sfruttati da molti, affinchè non esistano più tali disparità.
    Si avverte il bisogno impellente che la politica reinventi il proprio linguaggio, riveda la propria visione del mondo, adeguando l’azione al bene di una comunità allargata, quella che i tempi e le esigenze della mondializzazione richiedono. L’ascolto diviene, pertanto, il principale motore dell’azione politica, poiché i partiti dovrebbero divenire i portavoce delle diverse esigenze dei cittadini, come dovrebbero farsi interpreti delle esigenze e del rispetto di tutte le specie viventi;

    Art. 4 – Riconoscere l’intelligenza del mondo vegetale e animale
    Nessun essere in natura è marginale; pertanto è necessario rispettare la vita vegetale e prendersene cura al pari di ogni vivente e abolire definitivamente la sperimentazione sugli animali, una crudeltà inammissibile, priva inoltre di utilità e di veridicità, dato che le continue innovazioni tecnologiche garantiscano oggi altissimi livelli qualitativi e di affidabilità. Sappiamo tutti delle “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate” (Legge 20 luglio 2004, n.189)? Ciò nonostante, violenze e vere e proprie torture sono motivate dagli scienziati come “mali necessari”, abusato concetto che si trova alla base della propaganda giustificazionista di tante guerre, passate e presenti. Se poi ci accostiamo alla naturopatia, al rispetto delle biodiversità, alla blu economy e a ogni studio e attenzione oggi rivolto alla tutela dell’ambiente, non si può che ritenere superato il pregiudizio specista, ovvero di discriminazione sulla base della specie di appartenenza: esso equivale, di fatto, al razzismo riguardo alla razza umana.

    Art. 5 – Trasformare i luoghi di detenzione in luoghi di accoglienza e cura
    Per tutti gli esseri viventi la reclusione, in ogni sua forma, è una delle torture più atroci. Privare un altro essere della libertà di decidere della propria vita, qualsiasi sia la specie di appartenenza, è un grave atto di vigliaccheria. Anche a coloro i quali hanno commesso crimini, e devono giustamente scontare una pena detentiva, è necessario assicurare (durante lo stato provvisorio stabilito dalla legge) tutto quanto è necessario per condurre una vita dignitosa e programmata secondo itinerari rieducativi e di reinserimento sociale (come previsto dall’ art 27 della Cost. it.).
    Un progresso civile e sociale, pertanto, non può essere disgiunto dalla totale abolizione dei luoghi di segregazione, a scopo preventivo o temporaneo (sedicenti centri di accoglienza per immigrati, strutture per anziani o disabili dove non è praticata la cura nel modo dovuto, canili municipali, allevamenti intensivi, macelli e ogni altro luogo dove si pratica tortura e repressione della dignità degli esseri) e dalla riconversione di questi siti in ospedali e dimore accoglienti, nei quali umani e animali possano risanare, aiutati da personale esperto, e affrontare la vita o la morte nel migliore dei modi possibili.

    Art. 6 – Consentire il testamento biologico
    Consentire che ogni essere umano, nel pieno potere delle proprie facoltà mentali, possa redigere il proprio testamento biologico, scegliere consapevolmente i tempi, i luoghi e le modalità di cura, concordandole con medici e familiari. Rispettare la vita vuol dire anche rispettare la morte e sollevare dal dolore con ogni mezzo chi soffre a livello fisico e psichico, in vita come negli ultimi istanti di vita.

    Art. 7 – Abolire la produzione di armi
    La produzione e l’esportazione di armi e servizi militari sono la causa e al contempo la conseguenza dei conflitti che affliggono molte popolazioni, così come di tutte le forme di povertà e di molte delle malattie esistenti sul nostro pianeta.
    Si potrebbe pensare ad una limitata produzione di armi e servizi militari soltanto a scopo di difesa di ogni singolo Stato. Tuttavia, la pacificazione tra gli Stati (v. Art. 2) l’adeguato utilizzo delle risorse naturali, l’equa distribuzione delle risorse del pianeta toglierebbero ogni motivo di conflittualità tra gli Stati e di conseguenza anche la necessità di doversi difendere da eventuali aggressioni.

    Art. 8 – Affermare il valore centrale dell’istruzione
    Uomini e donne adulti sono anche educatori ed educatrici, oltre ogni professionalità specifica acquisita. L’educazione non può prescindere, pertanto, dal discorso umano e dall’azione maieutica che ciascuna/o deve poter innescare nei confronti dell’altro. È altresì importante interrogare se stessi e fare ricorso alle proprie risorse cognitive per arricchirsi ed arricchire il sapere personale e collettivo insieme. Il buon governo politico si distingue, pertanto, dal valore attribuito alla cultura e alla libera formazione creativa degli esseri umani e animali e dalla cura dell’ambiente in cui essi vivono.

    Art. 9 – Riconoscere la ‘logica del dono’ come logica economica materna, una logica di distribuzione diretta di beni e servizi ai bisogni.

    Art.10…..

  3. Fulvia Bandoli 8 ottobre 2013 a 11:44 #

    Carissime tutte io ho aderito con altre e altri alla assemblea nazionale che ha convocato la Manifestazione del 12 ottobre sulla difesa, sull applicazione e anche sulla buona manutenzione della Costituzione. Una Manifestazione dunque che non è’ all insegna della conservazione come vanno scrivendo alcuni. Dunque mi convince che anche la questione della Bossi Finì che finalmente abbiamo visto meglio , purtroppo dopo una grandissima tragedia e che non abbiamo saputo vedere prima quando potevamo sostenere ognuna a suo modo il referendum radicale che ne proponeva l abrogazione in diverse parti, mi convince che questo tema sia dentro la manifestazione del 12 ottobre. sarà’ mia cura per quel che posso far presente agli organizzatori e primi firmatari e firmatarie questa vostra richiesta, perché’ tra i vari temi trattati ci sia anche questo che incrocia articoli importantissimi della Costituzione tuttora disattesi, come il diritto di asilo.

  4. Licia 8 ottobre 2013 a 11:39 #

    Credo che molte (direi tutte) sono inorridite da quanto sta succedente ai migranti in questi giorni e che non può mancare la vicinanza alla sindaca di Lampedusa di ognuna di noi, ma credo anche che chi di noi agisce in contesti di aggregazione diversi ( non luoghi di donne per capirci) si può attivare proprio in quei luoghi per proporre sia il rispetto dall’art. 3 della Costituzione sia per l’abolizione della Bossi Fini (ma ricordate che poi entra in gioco la Turco Napolitano che non è tanto meglio) o la sua modifica. Dico così a partire dalla mia esperienza personale dove da anni mi occupo di diritti dei detenuti/e e da anni li incontro in carcere e mi batto affinché questo non succeda più e che si abolisca il reato di clandestinità.

  5. Luisa Betti (@luisabetti) 8 ottobre 2013 a 10:18 #

    Aderisco alla proposta di Fulvia Bandoli lanciata alla plenaria di domenica a Paestum 2013 e qui riportata, ribadendo anch’io, con le F9, che “il tempo presente ci fa orrore. Vogliamo agire per cambiarlo. Ognuna è responsabile della sua indifferenza”.

  6. Lidia Curti 8 ottobre 2013 a 09:44 #

    Appoggio fortemente la proposta che tra l’altro ricorda cose importanti e voglio anche firmarla. Sono stata questa estate a lampedusa per il Festival della Migrazione, organizzato da Askavusa, e ho molto ammirato Giusi Nicolini.

    Non sono potuta venire a Paestum per impedimento dell’ultimo minuto, tra l’altro anche perché il gruppo a me più vicino ha dato forfait, e invece avrei trovato amiche che conosco tra cui Luisa Betti di cui ho letto la lettera di cui condivido un punto importante (anch’io mi faccio domande sul ruolo cui mi relega la mia avanzata età, il mio gruppo è composto da donne e qualche uomo di età diverse ) oltre al bel manifesto delle nove. Dai resoconti capisco che l’incontro è stato entusiasmante.
    complimenti e solidarietà a tutte voi. Lidia

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