Non in mio nome: aderisco ma…

9 Ott

di Gabriella Paolucci

Aderisco all’appello “Non in mio nome”, ma con alcune precisazioni.

Non condivido infatti l’idea che a Paestum sia emerso “lo iato che intercorre tra una presa di parola politica più spostata su ciò che accade fuori di noi e una presa di parola tesa a consolidare la pratica di relazione tra donne”: credo infatti che fra le due cose non solo non ci sia contraddizione, ma al contrario una coincidenza costituzionale, se è vero, come credo sia nello spirito delle due assemblee di Paestum, che la pratica femminista di relazione sia essa stessa una FORTE parola politica su ciò che accade fuori di noi…Cosa è infatti la sostanza di ciò che non ci piace in questo decreto se non la violazione del diritto di ognuna/o a veder riconosciuta la propria volontà e responsabilità? E cosa sarebbe stato allora il pretendere che “l’esigenza di molte, seppure non di tutte, di prendere parola pubblica sul decreto femminicidio” dovesse tradursi in una deliberazione collettiva dell’assemblea di Paestum?

Dunque lo iato semmai, sarebbe a mio parere fra una pratica politica basata sul reciproco riconoscimento e una pratica politica basata sulla obliterazione delle differenze, sulla prevalenza di un pensiero sull’altro, in termini concreti sulla produzione forzata di un “documento collettivo” (tentazione che si ripresenta puntuale) che “riassuma” la volontà di un’assemblea come quella di Paestum…

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7 Risposte to “Non in mio nome: aderisco ma…”

  1. serena procopio 10 ottobre 2013 a 19:23 #

    Condivido le precisazioni di Gabriella Paolucci e non aderisco all’appello.
    Ho ben presente la violenza di chi, rivolgendosi alle donne contrarie all’approvazione del “documento collettivo”, ha detto : siete minoranza, fatevene una ragione!

  2. Assunta Bigelli 10 ottobre 2013 a 13:10 #

    Aderisco !

  3. Luisa Betti (@luisabetti) 10 ottobre 2013 a 09:44 #

    Perdonate, ma se avete desiderio di aderire bisognerebbe andare al post dell’appello o per email, anche lasciando commenti o quello che volete, altrimenti non ci capiamo più nulla. Scusate, grazie

    http://paestum2012.wordpress.com/2013/10/08/decreto-femminicidio-non-in-mio-nome/

    noinmionome@gmail.com

  4. Laura 10 ottobre 2013 a 08:47 #

    Ringrazio Gabriella Paolucci perché ha dato parole a qualcosa che sento, sono le stesse motivizaioni che mi hanno condotto a non firmare l’appello NON IN MIO NOME! perché non condivido l’analisi che lo precede. Lo “iato”, per chi ha fatto sua la pratica del partire da sé per cambiare il mondo, non può essere quello espresso nel testo.
    Credo inoltre che “libera ergo sum” ha senso per me se parte da una libertà che è prima di tutto responsabilità soggettiva, responsabilità di prendere nelle proprie mani la propria vita, non quella delle altre, né parlare in nome delle altre. E’ una libertà che non genera sempre e solo felicità ma “orrore”. Sono molto felice invece di aver partecipato a Paestum e mi sembra riduttivo anche parlare di una divisione generazionale come contraddizione all’interno del dibattito che ci ha viste impegnate nella due giorni. C’è la necessità, a mio avviso, per tutte di riappropriarsi della carica “eversiva” che il femminismo, fin dall’inizio, ha portato con sé. La crisi mondiale di questo modello di sviluppo che si basa da sempre sul benessere di poche/i a scapito dello sfruttamento di molte/i (anche se per molto tempo abbiamo partecipato del benessere che questo ha prodotto nelle nostre vite), porta oggi sulle spiagge di Lampedusa i corpi senza vita di centinaia di donne, uomini e bambine/, così come i corpi di tante donne che sono vendute o che si vendono per far parte di questo mondo e di tanto altro. E’ lo stesso modello che rende sempre più ignoranti e senza lavoro milioni di giovani, non sembra più possibile fare finta di niente (?). A presto
    Laura Storti

  5. Maria Bellelli 9 ottobre 2013 a 22:13 #

    Aderisco!

  6. Monica Del Padrone 9 ottobre 2013 a 19:36 #

    Aderisco!

    • luisa milia 11 ottobre 2013 a 08:33 #

      Aderisco. Faccio mie le precisazioni di Gabriella Paolucci che ringrazio per la lucidità con cui le ha espresse.

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