Messaggio del Collettivo femminista maistarezitte

13 Nov

di Letizia per il Collettivo femminista maistarezitte di Brindisi

A Paestum siamo rimaste molto perplesse nel verificare che il capitalismo non contrasta il patrimonio dei movimenti delle donne e la teoria femminista ma l’assimila a sé, abbiamo riscontrato un femminismo tra virgolette molto attento al patriarcato ma poco attento alla classe.

Possiamo liberarci più facilmente dalle catene se non siamo ricattabili, se abbiamo una condizione economica dignitosa, ma ci sarà molto più difficile se siamo precarie, disoccupate o senza cultura. Per contrastare la reificazione dei corpi e reagire ad un sistema globale che ha subordinato l’umano alle leggi di mercato è necessario mettere in discussione il sistema capitalista perché ha realizzato nuove forme di schiavitù, le prime a rimetterci sono donne e bambine. Se non lottiamo anche contro la precarietà e lo sfruttamento non si può contrastare la violenza sulle donne.

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5 Risposte to “Messaggio del Collettivo femminista maistarezitte”

  1. chiara melloni 17 novembre 2013 a 19:31 #

    Care amiche di Brindisi, condivido l’urgenza ma a questo punto considero essenziale parlare non solo di analisi ma di pratiche. Voi su quali state ragionando, quali proponete, quali portate avanti? Grazie se vorrete rispondere. Chiara

  2. diariodelporcoallavoro 15 novembre 2013 a 12:12 #

    Concordo con le Maistatezitte su tutta la linea

  3. daniela Pellegrini 14 novembre 2013 a 19:11 #

    Io sono perplessa invece che ancora ora delle donne parlino di capitalismo e di reificazione dei corpi senza rendersi conto che entrambi sono il prodotto e la messa in pratica di un simbolico che dà al “maschile” di questa cultura il primato e il valore vincente :
    competizione, aggressività, sfruttamento, potere e violenza = Homo hominis lupus
    Le conseguenze di ciò sui corpi e sulle esistenze delle donne (cioè del “femminile”) ne sono da secoli l’emblema eclatante….
    La ricaduta anche su tutti gli altri esseri viventi (a riuscire a sopravvivere in questo clima macho!) è inevitabile: vince e ha potere solo chi ce l’ha più duro. E ne approfitta.
    Ora vi chiedo come mai, in questo momento di grande crisi, si parla di “femminilizzazione” del lavoro: precarietà, difficoltà per la propria sussistenza, licenziamenti, impossibilità di accesso alla cultura… per le donne non sono certo “nuove” forme di schiavitù, Ora se ne fa una tragedia perché “toccano anche ai maschietti”.
    Tragedia lo è, sicuramente, ma chiariamo e denunciamo cosa l’ha prodotta (da secoli, anche prima del famoso capitalismo, ultima tappa, speriamo scricchiolante, di un percorso culturale impostato su un “maschile” predatorio.

  4. laura cima 14 novembre 2013 a 13:19 #

    Care amiche del collettivo maistarezitte, i nodi politici che ponete all’attenzione del dibattito vanno in effetti ridiscussi alla luce della crisi globale che è economica, politica, culturale e sociale ed ha investito in primis le donne: dalle giovanissime a cui è negato il lavoro, per le quali è difficile progettare di avere una casa propria e di fare figli se li si desidera, in vecchiaia dove ben poche hanno accesso ad una pensione dignitosa. Ho già segnalato l’articolo comparso un mese fa sul Guardian della Fraser su cui ho scritto un breve post http://www.lauracima.it/?p=1971riguardo al femminismo e il neoliberismo. Non sono d’accordo con tutte le sue considerazioni ma penso che sia importante tenerle in conto e aprire il dibattito al riguardo. Mi piacerebbe capire se nel gruppo economia lavoro se ne è parlato e in che modo. Laura Cima

  5. Anna Pacifico 14 novembre 2013 a 08:45 #

    N.B. Anche tra noi commettiamo lo stesso errore: riconosciamo idee e concetti senza riconoscerne le autrici. Ad es. della ‘reificazione dei corpi’ ha parlato per prima Angela Giuffrida nei suoi saggi, ma nessuna la cita mai, fermo poi ad ignorare, se non ad avversare le conclusioni cui ella giunge. Per quel che mi riguarda, condivido da anni con lei il concetto della ‘centralità del vivente’ per la grande sintonia con la mia ‘filosofia per la vita’.
    Parleremo di questo a Verona martedì 19 novembre alle ore 16.30 presso la Biblioteca Civica di via Cappello.
    Suggerisco di leggere di Giuffrida: ” Il corpo pensa” prospettive ed.e “La razionalità femminile unico antidoto alla guerra” ,Bonaccorso ed.
    Anna Pacifico per RagioneDonna

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