Le ragioni di un no

6 Dic

di Ilaria Durigon, Laura Capuzzo, Chiara Melloni

Carissime Barbara, Tristana e Stefania,

per quanto ci riguarda noi non verremo a Bologna il 14 dicembre per diversi motivi.

Non condividiamo l’idea di fare un incontro che escluda generazioni politiche diverse, fermo restando che il concetto di “generazione politica” ci rimane oscuro… Si intende forse un limite d’età? E se così non fosse, saranno ammesse solo donne che hanno iniziato a fare politica nel movimento da non più di? 10, 15 anni? Ci sembra chiaro che è un invito che mette in difficoltà da ambo le parti: sia chi fa politica delle donne da diverso tempo, e magari vorrebbe partecipare ma non si sente invitata (e a ragione), sia chi – come noi – potrebbe forse anche riconoscersi nel limite – comunque temporale – che ponete, ma che non capisce e non condivide l’esclusione. Poi, ambo le parti: quali sarebbero queste “parti”? Non è una divisione che stiamo introducendo tra noi?

In secondo luogo non condividiamo l’analisi che ha portato a questa iniziativa. Infatti secondo noi non c’è stato alcun conflitto a Paestum tra donne della stessa generazione: non ci pare che si sia discusso di temi su cui non si era d’accordo. Più che conflitto, quanto è accaduto potrebbe essere più vicino a ciò che è definito dalla parola “competizione”, qualcosa che ha poco a vedere con la politica per come abbiamo scelto di intenderla.

Ci tenevamo a comunicarvi queste perplessità sinceramente e pubblicamente. Solo dicendo la verità ci potrà essere lo spazio in seguito per continuare il confronto aperto e sincero che siamo felici di aver avuto con voi fin qui.

Un abbraccio

http://femminileplurale.wordpress.com/

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6 Risposte to “Le ragioni di un no”

  1. Lidia Curti 7 dicembre 2013 a 16:16 #

    Sono d’accordo con Ilaria,Chiara e Laura. Ho passato la vita a insegnare a donne di generazioni dopo la mia fino alla più recente che include tante di voi, tutte magnifiche. Abbiamo costruito un ponte di idee e progetti che è sembrato bello e utile a molte di noi, perché rinunciarvi? Comunque ammiro le giovani femministe di oggi anche da lontano.
    Lidia Curti

  2. laura ming. 7 dicembre 2013 a 09:38 #

    Al contrario io mi batto ogni giorno per affermare la libertà femminile, la pratica del partire da sé e non pensare solo a sé, che con la rappresentanza e i diritti c’entrano poco o nulla…

  3. laura cima 7 dicembre 2013 a 08:05 #

    sono molto d’accordo con ilaria, laura, chiara e Nadia. Questa volta non ero a Paestum ma ho visto tutto il video e credo che sia emerso chiaro un ricambio generazionale i cui contorni non sono ancora chiari ma che mi interessa molto. Ho notato che gran parte degli interventi in aula sono stati fatti da donne della mia generazione e come l’introduzione in coro e la salita sul parco abbiano rappresentato la presa di parola non facile delle più giovani. E’ naturale che sorgano conflitti tra le giovani e intergenerazionali ma è necessario esplicitarli e coglierne il significato politico
    Buon lavoro a tutte noi e ad un prossimo incontro. Laura Cima

  4. nadia albertoni 6 dicembre 2013 a 21:38 #

    Carissime Barbara, Tristana e Stefania,
    mi associo alla riflessione inviata da Ilaria,Chiara e Laura sulle ragione che vi hanno spinto a convocare un incontro solo per donne di una certa generazione.
    Non lo trovo giusto, prima di tutto perché non tutte le donne della mia generazione, sono le stesse che a suo tempo hanno fatto scelte ed appartengono quindi ad una generazione politica diversa dalla vostra, generazione di anzianità, ma non di idee, o almeno non per tutto.
    Posso essere d’accordo con chiunque mi manifesti la sua proposta di lavoro o riflessione, indipendentemente dalla sua età anagrafica, oppure non posso esserlo, ma non perché è più giovane o più vecchia di me, ma semplicemente perché non condivido a monte.
    Nella fattispecie sono una donna che è venuta a Paestum, e che quando c’è stato il Fash Mob sul palco ha applaudito, anche se la mia età è per voi quella non accettata al vostro incontro.
    Sono uscita dalla sala poco dopo ed ho ascoltato sì pareri discordi, ma credo facciano parte della normale conflittualità tra chi ha dato tanto in passato e forse non si sente riconosciuto. Ma non è escludendo che si va avanti, non è la chiusura sia da una parte che dall’altra, che favorirà il dialogo.Anche perché gli argomenti che volete affrontare, a mio parere, sarebbero affrontati e discussi in maniera più completa se poteste, senza contrasti, ascoltare e dialogare con chiunque volesse partecipare.La pratica del conflitto e di autorità tra donne della generazione politica che negli anni ’70 non c’era, sarebbe interessante sapere e domandarsi perché vi è ora?La ricerca di un’originalità nelle pratiche e del partire da sé a fronte di un contesto mutato, perché non può essere anche di donne che hanno un’età più avanzata?L’importanza di ritessere una trama tra teorie e pratiche nella politica delle relazioni tra donne credo sia il prodromo per una riflessione di respiro molto ampio e non certo chiusa.
    Detto questo spero che almeno dopo il vostro incontro condividerete le vostre conclusioni, affinché ognuna possa venirne a conoscenza, giovani e meno giovani. A me interessano molto, perché se anche ogni giorno mi batto per la rappresentanza, i diritti, so che la generazione emergente siete voi.
    Il testimone si passa tenendo conto del presente e del futuro aperte a punti di vista diversi, ognuno collegato a una storia, sia essa individuale che collettiva. Un abbraccio.
    Nadia Albertoni

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  1. In risposta a “Le ragioni di un no” | Paestum 2013 - Libera ergo sum. La rivoluzione necessaria. - 9 dicembre 2013

    […] In risposta a “Le ragioni di un no” di Ilaria Durigon, Laura Capuzzo, Chiara Melloni […]

  2. Le ragioni di un no | femminile plurale - 7 dicembre 2013

    […] ed altri post (qui e qui).  Di seguito la lettera che noi di Femminile Plurale abbiamo pubblicato sul blog di Paestum per spiegare le ragioni (politiche e teoriche) per cui abbiamo deciso di non partecipare […]

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