Breve riassunto su antecedenti e sui lavori del “Progetto e Autocoscienza”, prima tappa: Bologna 14 ed 15 dicembre

19 Gen

di Daniela Pellegrini

Dopo più di quarantacinque anni di vita nel movimento delle donne, compresivi della gestione con Nadia Riva del Circolo Culturale e Politico Cicip & Ciciap, era stato pubblicato il mio libro “Una donna di troppo”. Una mia storia “singolare”(dal 1962 al 1997) di un procedere politico autocoscienziale che mette in relazione esperienza reale a elaborazione di pensieri e perfino di teoria. Benché io sia stata dichiarata “eretica” dentro la conclamata “Teoria della differenza” ho constatato come molte che l’hanno letto vi hanno trovano corrispondenza e dichiarazioni di aperture di libertà soggettive.

Per questo ho pensato che il tempo era venuto per far loro una proposta concreta, un incontro sulla relazione tra percorsi personali e scelta di azione riattualizzando la pratica dell’autocoscienza.

Avevo infatti da tempo l’esigenza di proporre un dibattito sulle strade progettuali delle donne che percepivo frammentarie e soprattutto legate a schemi teorici e di pratica nel mondo e nelle loro relazioni che le inchiodavano nuovamente alla dipendenza duale e nella illiberta’ di saperi “femministi” ormai istituzionalizzati e asfittici calati dall’alto e lontani dalle loro vite.

Sentivo la necessità che ciascuna – pur tenendone seriamente conto – potesse anche affrancarsi da questi “dictat” e riprendere la strada dell’indagare a partire da sé, dell’autoconsapevolezza e del far chiarezza a partire dal proprio percorso in autonomia. Questo voleva dire riaprire ogni lettura della realtà e delle proprie scelte alla pratica dell’autocoscienza.

Avevo perciò fatto circolare alle donne interessate (soprattutto a quelle che avevano letto il mio libro) l’invito a un convegno su questi temi e con la collaborazione di alcune di loro avevamo stabilito e organizzato un primo incontro scegliendo Bologna come luogo più raggiungibile da nord e da sud. Dopo vari rimandi organizzativi esso si è svolto il 14 e 15 dicembre scorso.

E’ stata dunque una fantastica coincidenza quella di avere in seguito e contemporaneamente al convegno di Paestum conosciuto Paola Zaretti, il suo gruppo di autocoscienza on line e di aver partecipato al Laboratorio di Autocoscienza da lei promosso.

Le nostre posizioni rispetto al femminismo attuale (e la necessità di riintrodurre come essenziale la pratica dell’autocoscienza) si sono rivelate coincidenti (molti nostri testi apparsi sul blog di Paestum ne hanno dato testimonianza).

La confluenza di interesse per la pratica dell’autocoscienza che veniva confermata dall’interesse dimostrato dalle partecipanti, ha resa possibile la sua decisione e quella di altre di partecipare all’incontro di Bologna, perché fortemente condiviso era lo scopo di riattualizzare la pratica di autocoscienza

L’appuntamento di Bologna del 14-15 Dicembre è stato dedicato essenzialmente al tema di questa pratica.

Il Progetto proseguirà insieme ad altre sulla strada di un femminismo ritrovato. E “libero” da precedenti sia teorici che di pratiche e obbiettivi

Bologna è stata dunque la prima tappa del nuovo lavoro che vogliamo intraprendere per fare chiarezza sui nostri percorsi individuali, sulle nostre contraddizioni e connivenze col simbolico e le sue strutture e infine sulle nostre scelte progettuali,

Abbiamo dunque iniziato a indagare la pratica di autocoscienza – come strumento essenziale di consapevolezza per ciascuna – e la possibilità di sua rielaborazione per renderla adatta alle esigenze e ai problemi di oggi, e a superare difficoltà e resistenze.

All’incontro sono stati evidenti ed espressi da tutte:

– il bisogno di praticare l’autocoscienza, sia per chi non l’aveva mai fatto, sia per quelle che l’avevano abbandonata. Alcune la stavano già praticando nei loro gruppi…e nel nostro confrontarci di quei due giorni spesso veniva usata spontaneamente, ed è stata utile per superare alcune empasses e fraintendimenti di comunicazione che potevano generare conflitti:

un linguaggio comune aiuta!

– il desiderio di rapportarsi ai saperi (e poteri!) codificati del femminismo con maggior libertà e di non partire “solo” da questi per raggiungere una maggior consapevolezza di sé e costruzione di personali chiarezze.

– la domanda di alcune di praticarla “qui e ora” esplicitamente si è scontrata con alcune reticenze rispetto al mettersi in gioco con donne con cui

non esistesse una relazione già riconosciuta come di fiducia.

– la domanda per molte era anche: quali sono i modi, le regole, da dove si comincia… insomma COME SI FA AUTOCOSCIENZA?

– Si è parlato anche delle difficoltà, rischi e trabocchetti che questa pratica può produrre e della sua relazione con la psicanalisi come suo sbocco “naturale”(Lonzi)… quando fosse davvero elaborata e gestita da donne fuori dalla istituzione patriarcale (Paola)

– Molte perplessità sulla psicanalisi sono state espresse da alcune che ne avevano visti i risultati nella sua introduzione – e al posto della autocoscienza ! – nel movimento delle donne. (Soprattutto io)

– Si è puntualizzato (io) che ogni simbolico si basa ed ha origine da dati di realtà, relazioni e materialità ben precise. Importante è avere altri sguardi, altre letture, che portino ad altre scelte concrete.

Le proposte:

Poiché abbiamo registrato tutto l’incontro, abbiamo deciso di renderne disponibile l’ascolto o la lettura per tutte: Luisa e Leda ci stanno lavorando e suggerivano di affidare a ciascuna la trascrizione dei propri interventi….ad uso per ora solo personale. Decideremo in merito.

Dal gruppo “Memoria” di 7 donne del Circolo della Rosa di Verona (che non avevano potuto intervenire) abbiamo avuto l’invito a un nuovo incontro, questa volta a Verona per gli inizi di primavera.

Altre che non hanno potuto esserci per questioni di lavoro, famigliari ecc, chiedono di essere messe al corrente e comunque di essere tenute presenti possibili ad altri appuntamenti.

Dal Gruppo autocoscienza on line (Donatella Proietti ecc) la proposta, di aprire un Blog.

Il gruppo “bolognese” – ed io – (Luisa Vicinelli, Sandra Carpi, ecc) propone e sta organizzandosi per cercare un luogo ameno e poco costoso per trascorrere insieme un fine settimana primaverile e poi anche una decina di giorni agli inizi dell’estate per rendere e praticare l’autocoscienza come materia di vita quotidiana e sperimentare la nostra relazione, tra noi e i nostri progetti.

Temi da affrontare più gettonati sono stati: il denaro, il conflitto tra donne, uomini sì o no,

quando ho scoperto di essere – e cos’è? – una donna?.

ça va sans dire che per me sarebbe stupendo che ciascuna delle interessate e coinvolte spargesse a macchia d’olio il desiderio e la pratica dell’autocoscienza messa in azione anche sui temi proposti (già pubblicati su questo blog)

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