L’insostituibile leggerezza dell’esserci

28 Ott

di leartemidi

Ripartiamo da lì. Dalla domanda di Femminile Plurale (Perché non ci sarà Paestum 2014). Commentando quell’articolo avevamo già cercato di mettere a fuoco quelle che secondo noi nello svolgimento dell’ultimo incontro erano state le radici dei conflitti verificatisi durante e dopo Libera ergo sum, che poi a loro volta avevano determinato, nel loro sovrapporsi, un generale “allontanamento” dal blog e dalla stessa idea di riproporre l’incontro quest’anno. Perché in realtà nessuna ha “deciso” di non farlo, è “successo”, semplicemente.

E una spiegazione noi l’avevamo individuata nelle difficoltà incontrate nel mantenere il metodo che aveva caratterizzato il primo incontro. Quella “orizzontalità” della presenza e dell’intervento che, sola, può garantire il rispetto delle differenze, e senza la quale si aprono all’infinito le possibilità di divisione e di conflitto. In questa nostra analisi ciò che ci premeva non era certo l’attribuzione di responsabilità per questa “deviazione”, quanto comprendere, semplicemente, che cosa non aveva funzionato.
Perché apparentemente l’incontro si è svolto nello stesso modo, i microfoni hanno girato, e i contributi sono stati tanti e di grande interesse. Eppure qualcosa era “nell’aria”…
Probabilmente il vizio d’origine stava nella prima distinzione scaturita dalla preparazione di Libera ergo sum: quella fra “giovani”e “anziane” con la quale, affidando alle prime l’organizzazione dell’incontro, da un lato si intendeva render conto delle istanze di “rinnovamento tematico” poste durante e dopo Primum vivere, dall’altro prendere atto della loro più forte volontà di rinnovare l’appuntamento.
Col senno di poi, possiamo ora vedere più chiaramente che quella prima distinzione categorica (chi è giovane e chi non lo è) avrebbe aperto la via ad una sensazione di “arbitrarietà”, e a una serie di altre distinzioni (prima fra tutte quella fra “giovani” e “diversamente giovani”) fino alla richiesta da parte di alcune di “prese di posizione” collettive con cui concludere l’incontro, richiesta che non poteva non suscitare ulteriori divisioni, ponendoci di fronte a dilemmi che, in uno spazio per sua natura “aperto” come quello proposto da Primum vivere, sarebbero stati difficilmente risolvibili. A meno di non voler ricadere in una logica di “partito”, dove l’esito è l’ imposizione di una “linea di maggioranza” che anneghi e neghi le differenze.

Ma che cos’è questa “ansia da prestazioni”, che ci porta a cercare di unificare il pensiero, le scelte politiche, le interpretazioni del femminismo? Una “pesantezza” che non di rado sfocia nell’intolleranza, e che arriva a prospettare che sia meglio rinunciare all’incontro, piuttosto che accettare di muoversi in una dimensione aperta, leggera, possibilista…

A noi pare prioritaria e irrinunciabile la necessità, e più ancora il desiderio, di mantenere aperto quello spazio che, quasi miracolosamente, si era aperto nel 2012, perché crediamo che sia vero il bisogno di un confronto reciproco, di una discussione di ampio respiro, non finalizzata alla “decisione”, o alla forzata individuazione di linee d’azione comuni, ma allo scambio, alla conoscenza, alla riflessione collettiva.
Il piacere, la gioia di stare insieme che abbiamo vissuto nel 2012 e, nonostante tutto, anche nel 2013 sono già una motivazione sufficiente, a nostro parere. E in questo crediamo di non essere sole.

Perciò, ecco la proposta: parliamo di questo, del desiderio di incontrarci, il dove e il quando restando aperti, e riprendiamo a frequentare questo blog. Il prossimo passo potrebbe essere un appuntamento preparatorio dell’incontro 2015, a breve. Se ci siete, battete un colpo. Anzi mille.

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Una Risposta to “L’insostituibile leggerezza dell’esserci”

  1. Barbara Cassinari 28 ottobre 2014 a 10:37 #

    Mi piace questo porre l’accento sul desiderio.. anche io ho pensato al perché leggendo quanto scritto da femminile plurale e, come voi, sono arrivata alla conclusione che semplicemente, è successo. Forse abbiamo tutte avuto troppe cose da fare nelle nostre singole vite e ci siamo dimenticate del gruppo.. Forse le giovani e non giovani non ha funzionato, come scrivete.. forse c’erano aspettative da entrambe le parti, dalle giovani di essere all’altezza e dalle non giovani di avere qualcuno che potesse proseguire.. forse, dobbiamo accettare che queste due istanze non funzionano perché ci sono delle mancanze. Io ho lavorato con passione per anni con le partigiane e non abbiamo mai avuto problemi di “categorie”, anzi, non so perché nel femminismo sia così difficile e diverso. I laboratori però, almeno quello a cui ho partecipato io sulla maternità, hanno funzionato molto bene, senza “distinzioni” solo un essere insieme. Quindi per quanto mi riguarda io ci sono per tentare, per capire, per vedere se ritroviamo il desiderio di incontrarci e ripartire per una nuova avventura insieme.

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