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Settantapiùtrentacinque passi per Paestum

4 Ott

di Chiara Guida e Simona Ricciardelli

Quest’anno siamo pronte per partire insieme. Due donne di generazioni diverse; viviamo nella stessa città; storie, pratiche diverse; ci siamo avvicinate per allontanarci più volte per poi ritrovarci di nuovo, ognuna proveniente dal suo personale percorso, l’anno scorso a Paestum.

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Una a una mettere fine al patriarcato

4 Ott

di Danila De Angelis 

Verso un gesto di radicalità comune nella differenza

«Il blocco va forzato, una a una, è questo il presupposto di ogni cambiamento».

Carla Lonzi

A Una A Una il Patriarcato delle origini ha separato le donne sconvolgendo e cancellando la genealogia femminile e l’ordine sociale e simbolico delle comunità-clan matriarcali

A Una A Una ci siamo riprese la libertà di essere singolari e di rimembrare genealogia e relazioni, scardinando il Patriarcato nel quale siamo nate.

Ognuna ha messo fine al Patriarcato dentro di sé e nel rapporto con il mondo. Lo ha rifiutato come unico-universale- globale Ordinatore sociale, a cominciare dalla Famiglia e dalla coppia Uomo/Donna, nella sessualità e nel sociale.

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Alternativa alla morte: amare, curare

2 Ott

da Manu Carlon, Elisabetta Donini, Giuliana Ortolan, Barberina Piacenza  (Donne in Nero)

Vogliamo partire dal nostro desiderio di libertà.

Ma ci domandiamo cosa voglia dire essere libere, come si possa cercare la strada per essere libere in un mondo strettamente interconnesso, in un mondo di guerra quale è il nostro. C’è guerra dove vige la legge di dominio del più forte, dove non c’è riconoscimento dell’altro, anzi si guarda all’altro come nemico o come essere da schiavizzare, dove l’uso della violenza viene tollerato dalle istituzioni. La guerra è la pratica patriarcale di affrontare i conflitti provocandone altri. La vediamo sia nell’ambito domestico, sia nel tessuto sociale delle nostre città, sia nelle relazioni fra i paesi.

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Le parole che vogliamo

1 Ott

di Barbara Romagnoli, Adriana Terzo, Tiziana Dal Pra

Care amiche,

non possiamo essere con voi a Paestum per motivi personali e di lavoro. Saremmo venute volentieri a raccontarvi dell’idea che abbiamo lanciato oramai quasi 4 mesi fa. Come alcune di voi sanno, abbiamo lanciato un appello per uno “Sciopero” delle donne [qui trovate il testo] perché vorremmo dare un segnale forte e chiaro contro il femminicidio e la cultura della violenza che lo permette. Non siamo sole, circa 3mila adesioni in pochi mesi, il sostegno di associazioni, sindacato, parlamentari e donne (e uomini) che hanno raccolto il sasso che abbiamo lanciato. Siamo convinte che in gioco c’è la nostra libertà di donne, libertà nel voler scegliere e determinare la nostra vita, la nostra sessualità, le nostre scelte sul corpo. È evidente che questa libertà è ostacolata a più livelli, tutti intrecciati fra loro, non solo dagli uomini meno consapevoli ma dalla società tutta. Vi inviamo come contributo alla riflessione comune, il documento che abbiamo scritto all’indomani della proposta di legge nota come decreto femminicidio e che consideriamo il nostro manifesto politico.

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Paestum 2013: i laboratori e le altre informazioni

29 Set

…coming soon…