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8 marzo 2014: Io decido

20 Feb

di Giulia Druetta (collettivo AlterEva)

Parto da alcune parole che ho scritto nella lettera di Paestum 2013 “Libere davvero. Libertà è poter essere, poter scegliere, poter desiderare. È una pulsione naturale, un bisogno palpabile, una lotta irrinunciabile”.

Qui, da tutte noi, cerco una risposta per dar senso a queste parole.

Si sta di nuovo combattendo una battaglia politica sul corpo delle donne, in un modo che abbiamo già vissuto.

Quest’offensiva si impegna su un doppio piano: dal basso, con la presenza dei no-choice negli ospedali, consultori (e a Torino di recente anche nei luoghi della formazione) e dall’alto nelle istituzioni europee e statali. La proposta di legge del governo del partito popolare conservatore spagnolo, oltre a riaffermare l’obiezione di coscienza per tutto il personale medico, introduce drastiche limitazioni alla possibilità di interrompere la gravidanza, attribuisce l’esclusiva decisione ai medici e riporta l’aborto a essere un reato.

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Un’assemblea permanente

5 Nov

Lea Melandri

Care amiche,

non sono una grande conoscitrice di blog, ma credo di poter dire fuori di dubbio che il blog Paestum 2012 Primum Vivere è di una qualità rara, se non unica, nel suo genere. Se i network ci stanno abituando a comunicazioni sempre più concise e veloci, i commenti che arrivano dopo l’incontro nazionale dei primi di ottobre sono, al contrario, analisi, riflessioni ampie approfondite sui temi che più ci interessano. Continua a leggere

Rassegna Stampa – Femminile Plurale

23 Ott

La 194 vittoria del femminismo:un falso storico

Vogliamo inaugurare questa nuova pagina con un post ispirato da una scena che ci ha colpito molto durante la plenaria conclusiva di Paestum, domenica mattina. A dire il vero, è successo tutto in maniera per noi inaspettata e quindi senza che fossimo perfettamente presenti alle dinamiche in atto. Ma anche al prezzo di sacrificare la puntualità nel riportare citazioni, nomi e fatti, abbiamo comunque scelto di scriverne per cogliere e riferire un esplicito invito che ci è stato rivolto nella concitazione di quei momenti da alcune “femministe della vecchia guardia”: quello di approfondire maggiormente la storia del femminismo e di conoscerne in maniera precisa le tappe giuridiche fondamentali.

Allora, la scena è stata la seguente. È più o meno metà mattinata e la donna che in quel momento ha in mano il microfono sta sottolineando l’urgenza con la quale una parte di giovani femministe (a partire da noi di Femminile Plurale) ha chiesto all’intero movimento di farsi carico della situazione del precariato, come fattore determinante e vincolante nella vita di molte di noi. A un certo punto, la donna si rivolge “alle storiche” chiedendo che abbraccino l’istanza delle precarie, nel nome delle rivoluzioni portate avanti: «Voi che avete combattuto e vinto le battaglie in favore della 194 e del divorzio, portate avanti anche la battaglia contro il precariato come vi chiedono queste giovani donne».

È a questo punto che una delle donne seduta a metà platea dà letteralmente in escandescenza, gridando che è ora di finirla di dire sciocchezza e che non sono certo state le femministe a volere né la legge sull’aborto né quella sul divorzio.

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