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I laboratori di Paestum 2013: Lavoro – Economia

28 Ott

di Alessandra Pigliaru

Il blog di Paestum riprende un bel progetto di Alessandra Pigliaru che per il suo blog Gli occhi di Blimunda sta raccogliendo, da alcune donne che hanno partecipato, report dei 9 laboratori svoltisi a Paestum nel pomeriggio di sabato 5 ottobre. Questo progetto è innanzitutto un modo di dare conto dell’attività avvenuta in gruppi più piccoli rispetto alle plenarie, rendendo disponibili a tutte le esperienze che a Paestum si sono vissute in parallelo. Inoltre offre uno spazio per maturare riflessioni nel “dopo”. Infine, è anche un invito a tutte le donne partecipanti a inviare a questo blog (compilando la mascherina che si trova in corrispondenza di “Mail“, nel menu in alto) articoli, racconti e riflessioni su quell’esperienza. Questo settimo articolo è dedicato al laboratorio Lavoro – Economia (per il primo “Autocoscienza” qui, per il secondo “Sessualità, amore, violenza” qui, per il terzo “Welfare e nuove cittadinanze” qui, per il quarto “Cura di sè, delle relazioni, del mondo”qui, per il quinto “Maternità – non maternità” qui, per il sesto “Pedagogia della differenza” qui). Buona lettura!

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Il progetto delle restituzioni laboratoriali ha previsto numerosi scambi (li ritrovate elencati in calce al presente post). Ne sono molto contenta e grata, soprattutto perché l’iniziativa ha preso una piega ben al di sopra di quella che mi aspettavo. Qualcuna direbbe che si tratta dell’imprevisto delle relazioni, io aggiungo che è il bello delle pratiche femministe che a Paestum hanno avuto modo di esprimersi ed essere messe a tema, proprio al cuore della politica.

Oggi sono in compagnia di Irene Strazzeri, le ho fatto tre domande sul laboratorio dedicato al tema Lavoro – economia.

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Appunti per il laboratorio “Reinventare il lavoro e l’economia”

12 Set

 di Tristana Dini e Stefania Tarantino

A Paestum vorremmo riprendere ad interrogarci sulla trasformazione radicale del lavoro nel sistema neoliberista e sugli effetti perversi che questo sistema ha sulle nostre vite, naturalmente a partire dall’esperienza soggettiva di ciascuna. Il lavoro oggi, nella sua intermittenza e nell’incertezza che produce, ha un carattere divoratore che si gioca non solo sul piano individuale ma anche relazionale. Mangia tutto: il nostro tempo, le nostre relazioni, la nostra felicità, producendo isolamento e mettendo di fronte a paradossi, come ad esempio il lavorare senza percepire un reddito, oppure trascorrere il proprio tempo alla ricerca del lavoro stesso in un circolo vizioso di formazione e progettazione senza fine.

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Quale democrazia per la terra, per le donne, e per tutti?

5 Feb

Floriana Lipparini

Il dibattito che si è riacceso all’interno del mondo femminista intorno ad alcuni temi chiave, anche a seguito dell’incontro di Paestum, presuppone che pur nelle differenze esista un comune scenario di riferimento. Alcune pensano che il lavoro politico delle donne possa sbocciare al meglio solo nelle situazioni di base, altre invece sono convinte che la “timidezza” nel confrontarsi con i luoghi del potere abbia bloccato la possibilità di contare e di incidere.
Ma c’è un pensiero comune: se le donne insomma, dalla base o dal vertice, facessero le scelte giuste, in questo vetusto sistema politico e sociale qualcosa cambierebbe. Continua a leggere