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Forse noi viviamo sulla luna

12 Set

Franca Chiaromonte e Fulvia Bandoli

Forse noi viviamo sulla luna.

Abbiamo letto e seguito il dibattito su uomini si o no.

E l’ abbiamo capito poco, come poco l’avevamo capito lo scorso anno del resto, perché ogni volta si ripete uguale.

Il problema esiste e non va rimosso, ma abbiamo l’ impressione che non si siano ancora trovate le parole per discuterne in modo diverso.

Togliamo di mezzo le cose ovvie almeno per noi: che il femminismo debba confrontarsi con tutte e tutti, che a volte servano o possano esserci luoghi solo di donne, che gli uomini genericamente intesi come le donne del resto non sappiamo dire cosa siano. Continua a leggere

Indifferibile rappresentanza

30 Ott

 

Pina Mandolfo Palermo

Condivido pienamente le conclusioni di Beatrice di Pisa (26 ott.).
Penso a Paestum come ad un bell’amarcord, forse voleva essere questo. Oppure un emozionato ritrovarsi e un compiaciuto rispecchiarsi su quante siamo, siamo proprio tante.
Al di là delle problematiche del lavoro, che per noi trentasei anni fa non erano così pressanti, avrei voluto che i molti ragionamenti, tra i quali ha brillato per assenza la violenza maschile sulle donne, volgessero più ai programmi e alle strategie da mettere in atto per venir fuori dal pantano culturale, simbolico e materiale in cui quel potere che ha inventato la vergine, la zitella, la prostituta per poi passare alla velina contrabbandando per libertà femminile un perverso e volutamente equivoco concetto di emancipazione, cerca in tutti i modi di annegarci. Continua a leggere

Appunti da Paestum -Alessandra Perini – Le città vicine – La città felice-21 ottobre

21 Ott

Siamo in tante a Paestum, arrivate da ogni parte d’Italia. Appassionate di politica. C’è chi proviene dalla storia del femminismo e chi quella storia non l’ha vissuta direttamente, ma sentita raccontare dalla propria madre, da un’insegnante o letta sui libri nei corsi all’Università. A Paestum i nostri percorsi si sono intrecciati. Eravamo donne di diverse generazioni, madri e figlie, colleghe, amiche e vicine di casa, donne del Sud e donne del Nord, sindache e assessore di piccoli comuni, ex parlamentari e giornaliste, insegnanti e avvocate, sindacaliste e operaie metalmeccaniche in cassa integrazione, giovani precarie e pensionate, casalinghe, impiegate, studentesse universitarie, artiste e filosofe della differenza, scrittrici, imprenditrici e fotografe, native e migranti. La bella sorpresa di Paestum sono state le giovani donne, intelligenti, colte, “precarie sul piede di guerra”, che hanno preso la parola senza esitazione per dire la rabbia, l’impegno, il desiderio di incidere, a partire da letture radicali del presente, in continuità con la radicalità espressa dal femminismo degli anni Settanta.

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Le metafore del cambiamento

21 Ott

  Francesca Fanelli, Terni                              

“Siamo tutte femministe storiche”

Ho voluto esserci a Paestum perché questo appuntamento nazionale rappresentava per me un’interessante occasione di incontro con sole donne provenienti da esperienze politiche femminili diverse nei linguaggi e nelle pratiche.Inoltre, si trattava di aderire ad un’iniziativa promossa da esponenti del femminismo storico, un movimento che ha cambiato e sta cambiando la vita, la coscienza e il vissuto di molte donne e uomini.

A Paestum ho portato anche mia figlia che con i suoi disegni e i suoi racconti ha contribuito a questa post-riflessione. Continua a leggere

Perché ora sono più forte

10 Ott

Anna Picciolini (redazione Paese delle donne)

Un’associazione di donne di Paestum, Artemide, nata circa due anni, un documento sulla “cura del vivere” proposto dal “gruppo del mercoledì” di Roma, un’idea di Lea Melandri (Libera università delle donne di Milano): da qui nasce un incontro nazionale. A tutte va dato merito dell’iniziativa, alle donne di Paestum un grazie enorme per averla materialmente organizzata.

Siamo tante e diverse.
Circa 750, troppe per la sala prevista, che va cambiata con una molto più grande e più costosa (ma la cifra mancante viene raccolta durante il convegno). Troppe anche per rispettare l’organizzazione prevista: il lavoro del pomeriggio non è più articolato in tre gruppi tematici, ma in 9 gruppi che parleranno di tutto. Continua a leggere